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Intervista a:

Alessio Pacifico [alessiopacifico] 


MUSICA
Cosa fai? Qual è la tua specialità musicale?
Sono batterista. Ho una formazione jazzistica, ma suono vari generi musicali.
Lavori individualmente o in gruppo? Se è così, chi sono gli altri?
Lavoro quasi sempre in gruppo, dal trio alla Big Band. Le collaborazioni sono svariate, alcune più continuative, altre quasi occasionali. Il lavoro stesso del musicista richiede una certa elasticità nel suonare, come a volte succede, anche con persone mai viste prima. Poi naturalmente ci sono formazioni con cui suono da anni o veri e propri progetti musicali a cui sono più legato e che continuano nel tempo. Tra questi il Trio e Quartetto di Davide Logiri, gli Ensembles di Gianmario Liuni, la Avant Orchestra diretta da Marco Fior, il Francesco Bianchi Quintet, il Quarteto Europeo di Ricardo Moraes, il Tonino de Sensi quartet, il Remo Bianchi Group,alcune formazioni di Alberto Guareschi, il Quintetto di Sabrina Olivieri e la Band "The Rooney", che accompagna gli attori Bove & Limardi nei loro spettacoli.
Alcuni indirizzi web dove possiamo ascoltare, vedere o leggere qualcosa dei tuoi lavori?
www.jazzitalia.net/artisti/alessiopacifico.asp ma presto sarà attivo il sito www.alessiopacifico.it
Discografie nelle quali hai partecipato
Ho preso parte a varie incisioni e circa 20 cd, da una decina d'anni a questa parte, ma vorrei citare, in particolare : I primi due cd della Civica Jazz Band diretta da Enrico Intra, il primo dal vivo, il secondo in studio intitolato "Italian Club Graffiti". Due partecipazioni alla compilation della rassegna Ah Um Jazz Festival, il primo anno suonavo nel Trio del chitarrista Luca Meneghello, il secondo nel Trio di Antonio Farao'. Poi ho suonato praticamente in tutte le registrazioni del pianista e compositore Gianmario Liuni tra le quali, "Altri Porti", "Conversation with Africa", "Tricercando" e nelle ultime due, ancora non edite. Inoltre nel primo cd "Porta Vagnu" del cantautore Ivan Segreto e nel cd appena uscito del grande attore Piero Mazzarella, "Milano dove vai?", che ripropone brani in dialetto milanese scritti per lui negli anni '60. L'ultimo lavoro a cui tengo molto è un cd registrato dal vivo nell'estate del 2007 a Basilea nel famoso Bird's Eyes Jazz Club. Il gruppo è a nome del bassista brasiliano Ricardo Moraes. Al pianoforte Davide Logiri e al sassofono Tullio Ricci. E' uscito per l'etichetta jazz della Radio Web RSnJ.
Come hai iniziato a fare musica? Chi ti ha introdotto?
La musica in generale mi ha sempre appassionato e affascinato. Per quanto riguarda il mio strumento, la batteria, è avvenuta una folgorazione guardando suonare il grandissimo Tullio De Piscopo in televisione. Il giorno dopo averlo visto, comprai subito un paio di bacchette e da allora non ho più smesso e avuto dubbi, quella passione non è più finita. Nessuno in particolare mi ha introdotto, ho iniziato a studiare lo strumento, a fare le prime esperienze con gruppi e gruppetti, poi i primi lavori e piano, piano è diventata la mia vita.
Qual è stata la tua formazione musicale?
Ho iniziato da autodidatta, provando, ascoltando e osservando gli altri. Dopo qualche tempo ho iniziato a studiare con Lorenzo Gasperoni la teoria, il solfeggio, la tecnica del tamburo, l'impostazione delle mani e i primi studi jazzistici. In seguito ho studiato ai Civici Corsi di Jazz di Milano con Paolo Pellegatti prima e Tony Arco poi e contemporaneamente iniziavano i primi lavoretti musicali, la prima gavetta, tanto importante e formativa. I miei studi Con Tony Arco sono proseguiti poi ancora un paio di anni dopo avere finito i corsi ufficiali e sono stati molto intensi e importanti. Successivamente ho studiato con Walter Calloni e anche questo periodo mi ha dato tanto e completato e approfondito gli studi precedenti. Ma la formazione non è solo studiare, ma anche tutta l'esperienza che si fa sul campo, lavorativo o dilettantistico che sia e la conoscenza di persone, musicisti, musiche, repertori, generi. Tutto questo contribuisce a formare un musicista.
Quando ti sei reso conto che la musica poteva essere un mezzo di sostentamento per te?
Dopo il servizio militare, quando sono arrivate le prime occasioni di serate e concerti professionali, cioè a pagamento.
Quando sei maggiormente ispirato, la mattina o in prossimità della notte?
Mi piace la notte, perchè vivo in un certo senso più di notte che di giorno, dato il mestiere che faccio. Ma mi piace perchè mi da modo, con la sua tranquillità, di pensare, fantasticare e ragionare meglio. Anche ascoltare musica è una cosa che preferisco fare di notte. La mattina, dopo il trauma iniziale della sveglia, ho invece più energia fisica e più freschezza, quindi la preferisco per fare prove o studiare.
Ti sei mai svegliato con una melodia che hai costruito nel sogno?
Con una melodia, ma anche con dei ritmi o dei suoni particolari, idee che qualche volta ho utilizzato in un arrangiamento.
Qual è la parte del tuo lavoro che meno ti piace?
Del mio lavoro direi niente in particolare. Certo qualche volta possono crearsi momenti più o meno buoni. Non mi piace quando capita di suonare in contesti dove la musica non è apprezzata e a volte, anche se sembra incredibile, addirittura non voluta. Sono situazioni in cui vengono richiesti musicisti che suonino solo per averli come soprammobile. Non sono d'accordo, perchè credo che ovunque si potrebbe gradire la musica, anche a un matrimonio o a una convention. E' una questione di rispetto e di cultura. Purtroppo ultimamente la situazione sta peggiorando, ma arriveranno tempi migliori
Con che frequenza provi?
Dipende. Con dei musicisti con cui suono da tempo provo meno perchè il repertorio va solo rispolverato. Con formazioni più nuove capita di provare più intensamente, magari qualche giorno di seguito. Ci sono altre occasioni in cui, per vari motivi, non c'è la possibiltà di fare neanche una prova e allora la lettura e l'orecchio diventano importanti per poter suonare ugualmente.
Come ti senti poco prima di salire sul palco?
In genere mi sento bene e felice di suonare, che è prima di tutto sempre un piacere e un divertimento. Certo, ogni volta mi sento diversamente e dipende da vari fattori.
Che musicisti o gruppi ti sono serviti d'ispirazione durante la tua carriera?
Tanti e più o meno conosciuti. Il primo come dicevo prima, Tullio De Piscopo, che non mi ha fatto solo iniziare, ma che è stato, anche successivamente e tuttora, un'ispirazione e un esempio costante di continua ricerca musicale e artistica. Ho avuto anche modo di conoscerlo personalmente e mi dato consigli e accolto affettuosamente. Tra i batteristi altra ispirazione l'ho avuta da Art Blakey e i Jazz Messengers, Max Roach, Philly Joe Jones, Elvin Jones, Tony Williams, Jack De Johnette, Buddy Rich e Gene Krupa, ma anche da musicisti come John Coltrane, Miles Davis o gruppi come gli Earth Wind e Fire o i gruppi di James Brown. E molti altri.
Cosa si dovrebbe fare per fermare la pirateria?
Abbassare i prezzi dei cd. Ma non basta. Siamo a un punto di non ritorno e d'altra parte si sono prodotti tutti i mezzi, le apparecchiature, i supporti, i formati per favorire la pirateria e poi ci si lamenta...non ha senso, ormai è troppo tardi.
Che tipo di musica detesti?
Quella non suonata da musicisti, ma da macchine
A che ora ti sei svegliato oggi?
Verso le dieci
Come ti vendi? Qual è stata la tua esperienza personale con discografici o agenti?
Finora solo due o tre volte ho avuto gruppi a mio nome, quindi mi capita raramente di dovermi "vendere". Non è comunque mai una cosa facile, anche se inevitabile. Ci sono agenti più o meno competenti e onesti, come in tutti i campi. Cio' che vedo mancare spesso è la passione per il proprio mestiere, anche quello di agente o intermediario. La passione spesso salverebbe quei rapporti tra artisti e agenti che, ogni tanto non funzionano bene. Certo, è difficile generalizzare. Non pensare a musica e arte solo come un prodotto da vendere e usare, si dovrebbe recuperare un po' di sana passione e umanità. Per quanto riguarda la discografia, dal mio piccolo mi sembra di capire che abbiamo veramente toccato il fondo! Ci sono produttori, manager, che potrebbero vendere qualsiasi altra cosa al posto della musica. Spesso ignoranti e incompetenti purtroppo. Vadano a vendere auto o palazzi.
A chi faresti da spalla senza nessuna esitazione?
A tanti gruppi o musicisti di valore
Cosa consiglieresti a chi vuole addentrarsi in questo mondo?
Prima di tutto di studiare bene il proprio strumento, amarlo e avere voglia di scoprirne i tanti e continui segreti, ma bisogna volerlo fare, non ci si può costringere, se non si sente questa spinta, questa passione dentro. Solo dopo, valutare se farne una professione o meno, cosa che comunque non può dipendere solo da se stessi. E' un discorso un po' lungo e complesso. Mettere per prime la passione, il piacere, il divertimento di fare musica. Poi umiltà e essere pronti a fare la famosa gavetta, da cui si imparano tante cose. Costruire così le basi per andare avanti tutta la vita. E' importante anche credere fino in fondo in se stessi come musicisti. Se è il nostro lavoro bisogna proteggerlo e farsi rispettare da chi vuole solo sfruttarlo. Purtroppo in molti casi si tratta solo di un secondo lavoro e ciò provoca molti problemi nel nostro ambiente, musicisti che vanno a suonare per tre lire rovinando il mercato della musica e non avendo rispetto prima di tutto per se stessi. I giovani che iniziano questo devono saperlo.
 

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Alessio Pacifico
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Chiara Sgherbini
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