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Intervista a:

Claudia Donadoni [attrice] 


INTERPRETAZIONE
Come sono stati i tuoi inizi nell'interpretazione?
Ludico, divertenti e a sfondo sociale. Avevo nove anni e interpretavo il ruolo di una venditrice di pesce al mercato di Napoli:era uno spettacolo sul disagio dell'età minorile.
In che momento entrò la convinzione che saresti potuto diventare un[a] professionista del settore?
Quando ho superato l'esame di ammissione all'Accademia d'Arte Drammatica:dovevo compiere una scelta...se mi avessero preso(impresa ardua data la selezione spietata) allora, quella sarebbe stata davvero la mia strada.
Un indirizzo internet dove possiamo vedere qualcosa di te?
My Space.com claudia donadoni!
I lavori più importanti o quelli che hanno delineato la tua carriera.
Gli "incontri professionali" che hanno delineato il mio profilo artistico sono stati tanti...a partire dall'essere "Figlia d'arte"(nonni attori del cinema anni '50, mamma musicista, autrice, regista...) a vere prorprie personalità del panorama teatrale ed europeo.Ce n'è uno in particolare, però, che ha sicuramente dato l'impronta al mio "fare teatro in senso lato" ed è l'attore, autore, regista,scrittore Marco Baliani.Un'altra importante palestra per la mia professione è sicuramente stata aver lavorato per tanti anni con bambini e ragazzi:sperimenti molto e non esistono vie di mezzo;se li sai motivare riesci a vivere esperienze artistiche uniche e totalizzanti.
Qualche interpretazione famosa che ti è servita come referente nella tua evoluzione
"Nenè", nel "Questa sera si recita a Soggetto" di L. Pirandello, "L'allieva"ne "La lezione" di E.Jonesco, Kerna (Ufficiale Sturback) nel "Moby Dick" di H.Melville,Miss.Sherman (musical Fame) e tanti personaggi fantastici in spettacoli per ragazzi.
Tre attori e tre attrici che ti piacciono
Johnny Deep, Marlon Brando, Marco Paolini; Anna Magnani, Meril Streep e Lella Costa;
Che tipo di preparazione psicologica, fisica ed emozionale fai prima di un'attuazione?
Cerco di entrare in sintonia con il "mood" del personaggio e dello spazio che ospita la performance o lo spettacolo. Entrare in realazione con il respiro della gente che sta oltre il sipario è molto importante:il brusio che precede lo spattacolo racconta già molto del pubbico che ti ascolterà. Quindi riesci già ad intuire su quali corde spingere per emozionare.Parallelamente dedico tempo al training vocale e alla meditazione per concentrarmi: il teatro è "qui e ora" niente distrazioni.
Quali criteri usi per scegliere dei progetti?
Devono colpirmi in ogni aspetto e devono rappresentare una sfida..come potrei, sennò, dare il meglio di me?
Che tipo di comunicazione di solito intrattieni con i direttori?
Assolutamente professionale:ognuno è professionista del proprio settore. Nel regista, o in chi mi dirige, ripongo il massimo della fiducia:se mi ha scelta sa che da me può tirar fuori il meglio e io mi devo fidare.
Qual è l'archetipo di personaggio al quale tendi ad assomigliare?
Cerco di mantenere qualcosa di me in ogni ruolo che interpreto:quella parte di me che appartiene anche al personaggio.Parto da lì ma non mi abbandono mai fino in fondo...è il mio personale modo per costruire il conflitto dei personaggi a cui devo dare vita sulla scena.
Ci sono stati dei ruoli che ti hanno creato delle difficoltà?
All'inizio ogni ruolo presenta le sue difficoltà. Ad un certo punto però accade la meraviglia...il personaggio ti manda dei segnali... capisci che hai trovato una chiave nella tua ricerca creativa.
Ti vedi facendo questo lavoro tra vent'anni?
Questo lavoro ha tante sfaccettature anche se è molto faticoso..direi che ce la posso fare...
Che cosa fai per ammazzare il tempo d'attesa dei casting?
Fortunatamente lavoro, lavoro e lavoro sempre e poi..studio!
Continui a fare corsi, seminari o corsi, e li combini con la tua attività lavorativa?
Assolutamente sì, il teatro è come la vita: non si smette mai di imparare.
C'è qualche ruolo fetishe che tu non abbia ancora interpretato e che pensi farai prima o poi?
Dipende dal ruolo e dal progetto. Se la storia fosse interessante... potrei pensarci.
Descrivi il meglio e il peggio di ogni canale, tenendo conto della tua esperienza personale: cinema, teatro, televisione.
Cinema(italiano), meglio: il neorealismo.Peggio(oggi): a volte forzatamente minimalista e snob. Teatro, meglio: la bravura di tanti colleghi. Peggio :il gap tra la fatica del mestiere e i compensi. Televisione, meglio: il mezzo ti porta il mondo a casa. Peggio:la professionalità, lo studio l'esperienza non contano, purtroppo, niente.
C'è qualche scena o qualche personaggio che non interpreteresti mai per questioni morali, di principio o semplicemente tabù personali?
Credo di no.
Si può dire che le tue basi di attrice appartengano ad una scuola o metodo concreto?
Credo che la "narrazione in teatro" sia il filone che mi contraddistingue di più.
Che direttore ti piacerebbe che leggesse questa intervista? Che tipo di ruolo ti piacerebbe che ti offrissero?
Forse, a questo punto della mia carriera mi piacerebbe fare cinema...sì, un bel soggetto per un film, magari con un bel ruolo d'azione...
Hai mai pensato di lasciare questa professione? Se sì, quando? Per quale motivo?
Solo una volta in passato...era stata un'imposizione...infatti non è durata molto. No, non potrei.
Una ragione per fare questo lavoro
Arrivare al cuore delle persone comuni.
Cosa senti quando la gente ti riconosce per la strada?
Mi fa piacere, ovviamente! Quello che però, mi gratifica di più è quando mi raccontano che ho lasciato loro un'emozione. Lì capisco che il mio lavoro ha avuto un senso
Che consigli daresti a qualcuno che vuole iniziare l'interpretazione?
Studiare, metterci cuore e determinazione..
 

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[attrice]
Claudia Donadoni
Varese Milano Roma


[attrice] Claudia Donadoni
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© Claudia Donadoni
Indirizzo web di questa intervista:http://www.whohub.com/attrice

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