Intervista a:Diego Fabbri [diegofabbri]
MUSICA
 | Cosa fai? Qual è la tua specialità musicale? Scrivo canzoni in chiave romanzesca e caricaturale. Mi piace descrivere, attraverso i miei testi, vari personaggi che incontro nel quotidiano o che definiscono una sensazione che ho dentro. Fondamentalmente è la parola che è al centro dei miei brani. La musica fa da contorno. Questo non significa che viene ad essere in secondo piano. Pensiamo ad esempio alla storia della commedia: in tutti i duetti comici c'è sempre una spalla e un capocomico che dà la battuta. Spesso la battuta riesce proprio per la bravura "nascosta" della spalla nel prepararla. |
 | Lavori individualmente o in gruppo? Se è così, chi sono gli altri? Lavoro individualmente. Sempre e comunque. In gruppo lavoro quando devo farmi arrangiare il pezzo, anche perchè da solo non lo so fare :-) Ma quella è roba che viene molto dopo; solo quando il pentagramma è completo di testo e musica. All'inizio ci siamo io, la mia chitarra, una penna e un pezzo di carta da formaggio. A volte poi, se mi voglio sentire proprio moderno, uso il computer ma ormai ho una specie di idiosincrasia dovuta al lavoro che faccio e quindi preferisco fare "all'antica", con la carta. |
 | Alcuni indirizzi web dove possiamo ascoltare, vedere o leggere qualcosa dei tuoi lavori? Dopo aver fatto a botte col mio ego ho aperto un sito internet: www.diegofabbri.net |
 | Premi, concorsi e altri riconoscimenti che vuoi menzionare? Non mi piace molto partecipare a concorsi, premi e quant'altro. Mi fa sentire un po' una peripatetica che si mette in vetrina per concedersi solo al miglior offerente. A me piace scrivere canzoni per me e i miei amici. Fargliele ascoltare, parlarne insieme e, perchè no, riderci su. Poi se c'è qualcuno in qualche parte del mondo che apprezza quel che faccio non può farmi altro che piacere. Comunque sia, ammetto che anche io sono passato attraverso il gran calderone dei concorsi come il Lunezia 2009 nella sezione paroliere. |
 | Discografie nelle quali hai partecipato Discografie ? Sinceramente voglio essere talmente presuntuoso da pensare che casomai sarà qualcuno a partecipare alla mia discografia e non io alla sua. In tutta onestà, a me interessa trovare musicisti con i quali collaborare nella composizione di un brano non suonare nei dischi di altri. |
 | Come hai iniziato a fare musica? Chi ti ha introdotto? Mi ha introdotto la sofferenza della vita. Almeno per quello le devo dire grazie. Negli anni mi sono reso conto che la musica è un ottimo mezzo per sentirsi in connessione con le parti più profonde di se stesso e, più tu sei presente a te stesso e più il tuo dolore svanisce, si dissolve. Vi dò una dritta: se un giorno incontrate un cantautore o presunto tale che vi dice che ha iniziato a scrivere per la gioia di vivere, per la felicità e l'amore che nutre nei confronti di se stesso e degli altri, beh dal mio punto di vista vi sta prendendo profondamente per il culo. |
 | Qual è stata la tua formazione musicale? Non ne ho avute, ho fatto tutto da solo fino a 2 anni fa. A 18 anni c'era sempre uno più bravo di me a suonare la chitarra e allora io negavo di saperla suonare. Sapete i tipi che sanno fare gli assoli dei Led Zeppelin, Deep Purple, passaggi di Mark Knopfler (ho detto passaggi mica tutto il pezzo) e roba varia ? Io davanti a gente così la chitarra non la suonavo neanche morto. Grazie a Dio ho capito subito dopo che "ill cielo in una stanza" è scritto con un semplice giro di DO e che la sensibilità se ne frega se sei o non sei Steve Vai. Qualche anno più tardi iniziai a suonare in camera mia tramite un sito che si chiamava Amosfree e che purtroppo ha chiuso. L'anno scorso ho poi incominciato seriamente a studiare armonia e composizione e, guardacaso, sono uscite fuori le mie prime canzoni. |
 | Quando ti sei reso conto che la musica poteva essere un mezzo di sostentamento per te? Sinceramente non lo è, e non ho problemi ad ammetterlo. Al momento ho un lavoro che mi permette di dedicarmi alla musica ma che ha ben poco a che fare con il mondo della canzone. La musica mi tiene viva l'anima, è acqua per le mie radici. |
 | Qual è il tuo processo creativo? Normalmente tiro giù una strofa di primo acchito, non so da dove mi venga. Poi rileggendo quella strofa capisco cosa sento di voler dire e quasi subito intitolo la canzone. Il titolo per me è molto importante, spesso nei miei pezzi è parte integrante del brano stesso, ossia ti spiega, ti fa capire. Non scrivo mai una canzone se non ho nulla da dire. In altre parole non scrivo mai per il piacere di un passaggio musicale o di un riff. La chitarra mi serve come "strumento" per comunicare un testo attraverso la musica. Sennò che cantautore sarei ? |
 | Quando sei maggiormente ispirato, la mattina o in prossimità della notte? La notte. Tutto diventa più lento nella notte, anche le parole stesse cambiano forma, hanno un altro significato. |
 | Ti sei mai svegliato con una melodia che hai costruito nel sogno? Si, mi hanno detto che quando dormo batto il tempo con la mano e canticchio qualcosa. Poi ognitanto mi sveglio con della roba in testa. Di nuovo, non so da dove venga, però sono felice che ci sia. |
 | Come capisci che un tema è finito o se ha bisogno di qualche cambio? A un certo punto sento le parole come scolpite nella pietra. Quando decido che un verso è quello non lo cambio più, è come fosse inciso appunto. Sento che dà un senso, che mette ordine a quello che ho in testa e che va bene così. Non so dirlo in altri modi. |
 | Come hai scoperto il tuo territorio creativo? Come lo descriveresti? Per caso. A 22 anni ho scritto la mia prima canzone. Mi ricordo benissimo tutto, dove ero, che chitarra avevo, e quanto ci ho messo. Purtroppo a quel tempo ero talmente distante da me stesso che nascosi quel foglio di carta e feci finta di niente per tanti, troppi anni. Poi, nel corso del tempo, la mia vena creativa si è imposta sempre più incisivamente dentro me. Come fosse un fiume che anche se tieni sotto controllo ogni tanto supera il livello di guardia; straripa dentro e fuori di me. A quel punto il mio bisogno di scrivere è praticamente fisiologico. Negli anni ho imparato che non puoi essere quello che non sei e questa è stata una lezione molto dura per me. Se poi dovessi descrivere il territorio creativo direi che è un supermercato di sensazioni che si trova negli strati più sottili della nostro vero essere. Non tutti riescono ad entrarci, ma se ce la fai, puoi saziarti l'anima. |
 | Qual è la parte del tuo lavoro che meno ti piace? Nulla...a me scrivere una canzone piace sempre. Vabbè se proprio devo dire è quando fatico nel dire cò che vorrei con i modi e i toni che credo siano più congeniali per il brano. E rileggendo mi sembra roba buttata giù così tanto per fare. |
 | Con che frequenza provi? Non provo, faccio prima .-))...no scherzo io scrivo canzoni e ho dei musicisti che si sono offerti per incidere i miei brani e ci vediamo in saletta per gli arrangiamenti. Menomale che ci sono loro!!! Poi in settimana vado a lezione di canto e di armonia/composizione. Non mi interessa molto fare musica degli altri in una band, molto meglio avere la mia band e suonare i miei pezzi. Da poco ho capito che se suono con una band posso comunicare qualcosa di più forte, di più intenso rispetto al presentarmi da solo. E siccome i "volontari" che mi vogliono accompagnare ci sono, mi sono detto perchè no ? Col tempo mi sono poi accorto che una canzone funziona quando i musicisti iniziano subito a "giocarci" appena gliela propongo. Il vero musicista è come un bambino, non riesce a mentire, non lo sa fare, perchè quando suona fa parlare il cuore attraverso il suo strumento. Se il pezzo gli piace si entusiasma subito, vuole subito suonarlo. Se invece i ragazzi mi dicono "Si va bene 'sto pezzo Diego, ma adesso andiamo a mangiarci una pizza..." vuol dire che devo rivedere qualcosa. Per me è una prova del nove fondamentale. |
 | Come ti senti poco prima di salire sul palco? Mi sono sempre sentito tranquillo sul palco e mi viene voglia di divertirmi. Insomma nonostante scriva canzoni piuttosto impegnate mi piace interagire col pubblico e cercare quel giusto feeling che rende tutto più scorrevole. Ovviamente il pubblico che hai davanti è fondamentale nel trovare un'intesa, non puoi trovarla da solo. |
 | Che musicisti o gruppi ti sono serviti d'ispirazione durante la tua carriera? Fabrizio De Andrè su tutti. Se ho preso la chitarra in mano è tutta colpa sua. Poi Paolo Conte, Vasco, Sergio Caputo, Rino Gaetano e i Negrita. In particolare Faber per i testi, Conte per le musiche e le orchestrazioni, Vasco per la comunicazione e la sofferenza, Caputo per la sua spensieratezza, Gaetano per la paradossale profondità del suo nonsense e i Negrita per la loro energia e il loro fare rock impegnato, curando i suoni in maniera egregia. |
 | Tre canzoni chiave nella tua vita Solo tre ? è diffiicle...sicuramente "La città vecchia" di DeAndrè, "Sally" di Vasco e "Marì marì" rifatta in chiave swing da Arbore. |
 | Cosa si dovrebbe fare per fermare la pirateria? Non bisogna fermarla. Semplicemente; bisogna aspettare che le case discografiche falliscano tutte, così non ci propineranno più prodotti nati a tavolino per fare soldi. L'artista vero campa anche senza la casa discografica, non ne ha bisogno. Oggi internet arriva ovunque. Ti faccio un esempio. Metti che a me piaccia il folk. Vado su riviste specializzate tipo "L'isola che non c'era" e mi trovo dei nomi tipo i Mercanti di Liquore, Il Parto delle nuvole pesanti, Piccola Bottega Baltazar, Bandabardò e roba del genere. Li scarico e li ascolto. Poi appena vengono nella mia zona vado a vederli, pago il biglietto come è giustissimo che sia e magari fuori dal concerto mi compro pure un CD venduto a 10 euro, registrato al volo durante la serata e senza intermediazioni di produttori e/o discografici. Un po' come gli Elii che si fanno il CD brulé. In più ritengo che il musicista dovrebbe girare sempre per suonare al di là che abbia un disco da promuovere o meno. Credo che questo permetta all'artista di ritornare ad una dimensione più umana, più vera e soprattutto più sua. Questo gli consente di reimpadronirsi (reimpadronirsi non è italiano ma passatemi il neologismo) di quello che è il suo vero lavoro, in quanto credo che oggigiorno l'artista si senta un po' troppo spersonalizzato da quello che dovrebbe essere. Fin dai tempi dei bardi, dei menestrelli e dei trovatori era stato così, ed è così che personalmente considero la figura del cantastorie. Ma anche senza andare così indietro nei secoli e riferendoci soltanto al capostipite dei cantautori italiani, ma ve lo immaginate voi uno come Armando Gil dire "parli col mio discografico ?" In soldoni, meno prodotti pre confezionati e più artisti veri. |
 | Che tipo di musica detesti? Quella finta. Quella fatta al kilo perchè fatta solo per vendere e che dietro non cela un dolore, una gioia di cui parlare, nulla, solo un desolante senso di vuoto. Non so come bene spiegarlo ma se senti "Sally" o "Valium" di Vasco ti rendi conto di quello che c'è lì dentro. Se senti Marco Carta...beh....lasciamo perdere. |
 | A che ora ti sei svegliato oggi? Siccome oggi è domenica e non sono andato al lavoro abbastanza presto direi....alle 11.....:-) |
 | Come ti vendi? Qual è stata la tua esperienza personale con discografici o agenti? Cerco di promuovermi attraverso internet mentre mi piacerebbe un giorno vendermi nei concerti. Ossia mi piacerebbe scendere dal palco dopo il concerto e vendere personalmente i miei CD, magari appena registrati. Per quanto riguarda contatti con i discografici non ne ho. Se mai diventassi un professionista non vorrei avere nulla a che fare con gente che considera la musica solo un business. Io credo che la musica mi abbia e mi stia salvando la vita. Personalmente sento troppo restrittivo relazionarmi con della gente che ti dice che il pezzo deve durare 3.30 sennò non è radiofonico. |
 | Che altre cose hai fatto per guadagnarti da vivere? Praticamente tutto...cameriere, pizzaiolo, impiegato, informatico... |
 | Hai mai suonato per la strada o nel metro? Quanto guadagnavi al giorno? Si l'ho fatto. A Manchester ho fatto 17 sterline in 45 minuti. Poi avevo finito il repertorio e me ne sono andato via...:-) |
 | A chi faresti da spalla senza nessuna esitazione? Oggi come oggi a Silvestri e agli Afterhours, artisti dai quali potrei imparare tantissimo. |
 | Cosa consiglieresti a chi vuole addentrarsi in questo mondo? Non lo so perchè io ho appena iniziato. In più dare consigli non mi è mai piaciuto molto poichè la linea tra il consiglio e il giudizio è talmente labile da diventare spesso invisibile a molti, me compreso. Forse gli direi di farlo senza inseguire "il successo" ma solo se sente che, alla fine di tutto, al di là che arrivi l'applauso o meno, stare lì a scrivere una canzone è una delle poche cose che dà un senso alla tua vita. Almeno per me è così. |
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