Intervista a:Dott.ssa Elena Paone [elenapaone]
PSICOLOGIA
 | Qual è la tua specializzazione in psicologia? Mi sono laureata in Psicologia (vecchio ordinamento, laurea quinquennale), con indirizzo in "Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione", presso l'Università degli Studi di Pavia.
Dopo l'iscrizione all'Albo degli Psicologi del Piemonte con il n. 4552, mi sono specializzata in "Psicologia Giuridica, Forense e Criminologia".
Successivamente, mi sono anche specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica e iscritta nell'Elenco degli Psicoterapeuti.
Attualmente sto frequentando un Master post-universitario in “Mediazione Familiare” e mantengo un continuo aggiornamento frequentando seminari e convegni sulle patologie psichiche dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'età adulta. |
 | Che tipo ti pazienti curi? Mi occupo di consulenze psicologiche e trattamenti di psicoterapia individuali, di coppia e/o familiari rivolti a bambini, adolescenti e adulti.
In particolare, mi occupo del trattamento di disturbi psichici, come per esempio depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi dell'apprendimento, disturbi del comportamento alimentare, dipendenza da sostanze, disturbi sessuali...
Inoltre, offro consulenza e aiuto psicologico nell'affrontare difficili e particolari momenti di vita, come per esempio gravidanza e nascita di un figlio, affido o adozione di un minore, insoddisfazione e stress lavorativo, perdita del lavoro o pensionamento, problemi di coppia, conclusione di una relazione sentimentale, separazione, divorzio e affidamento dei figli, malattia e/o perdita di una persona cara, etc. |
 | Qualche pagina web dove possiamo vedere qualcosa di te? Digitando il mio nome e cognome sui principali motori di ricerca è possibile accedere agli articoli e agli interventi professionali che ho curato.
Per maggiori informazioni sulla mia attività professionale, comunque, è possibile visitare il mio sito web, all'indirizzo www.elenapaone.it |
 | Che metodi usi? Puoi spiegare brevemente quali sono i principi su cui si basano? La consulenza psicologica si rivolge a tutte quelle persone che sperimentano disagi di varia estensione e natura, presenti nei vari ambiti di vita (quali il rapporto con se stessi, con il partner, con la famiglia, con le amicizie, con il lavoro, etc.) e che incidono, più o meno gravemente, sul proprio benessere psicologico.
Rappresenta quella prima fase di incontro e di reciproca conoscenza tra psicologo e cliente in cui trova spazio l'analisi e la definizione del disagio che motiva la richiesta di un intervento professionale.
Attraverso la comprensione della problematica presentata, è possibile individuare e condividere degli obiettivi concreti sulla base dei quali costruire un progetto di lavoro comune (una psicoterapia), esplicitando quanto più possibile le modalità di svolgimento del percorso e i tempi necessari per la risoluzione del problema.
Le consulenze psicologiche sono quindi volte a un inquadramento del problema (psico-diagnosi) e prevedono l'utilizzo del colloquio clinico ed eventualmente anche dei test psicologici.
Durante i colloqui preliminari di consultazione e analisi della domanda, raccolgo l'anamnesi della persona e la sua storia clinica, attraverso il dialogo, l'ascolto attivo, l'empatia e l'osservazione della persona e delle sue dinamiche relazionali.
Per quanto riguarda invece la psicoterapia, la mia formazione è di tipo psicoanalitico.
La psicoterapia è uno strumento utile per comprendere aspetti di sé che risultano problematici nella vita di tutti i giorni, per esplorare nuove risorse (personali, relazionali, sociali) che possano contribuire a modificare gli aspetti disfunzionali e, soprattutto, per dare senso alla propria storia e scegliere come andare avanti.
Si tratta di un processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a modificare situazioni di sofferenza con mezzi prettamente psicologici in vista di un obiettivo elaborato in comune con il terapeuta, che può essere la risoluzione di sintomi, disturbi o problemi emotivi/relazionali che provocano disagio in un momento ben definito della vita di una persona.
La psicoterapia psicoanalitica si basa sui principi teorici e tecnici della Psicoanalisi, in particolare sull’assunto che l’esperienza non si limita agli aspetti consci e manifesti, ma vi sono cause e motivazioni inconsce alla base dei comportamenti che quotidianamente mettiamo in atto e che sono direttamente correlati alla propria storia psichica, così come si è evoluta nel corso della vita, in relazione al contesto familiare e sociale.
Il rapporto umano che si stabilisce tra paziente e terapeuta in un contesto empatico, non giudicante e particolarmente attento alla storia e ai significati personali dell’individuo, rende possibile la libera e sincera esplorazione delle problematiche psichiche e relazionali, favorisce la motivazione alla comprensione di sé ed al cambiamento mediante l’introspezione.
La psicoterapia psicoanalitica aiuta l’individuo che si trova in una condizione di sofferenza ad avere una maggiore comprensione di sé, delle proprie modalità relazionali e comportamentali e a modificarne gli aspetti problematici.
La graduale comprensione del proprio mondo interiore e delle proprie dinamiche relazionali, la padronanza di sé e delle proprie emozioni, la maggiore autonomia psichica raggiunte nel corso della psicoterapia permettono all’individuo di sperimentare una nuova sensazione di indipendenza e un globale miglioramento della qualità della vita.
Inoltre, permettono al paziente di continuare una sorta di “autoanalisi”, in quanto ha acquisito una modalità analitica di pensiero. |
 | Come promuovi i tuoi servizi? Da dove vengono i tuoi nuovi clienti? Promuovo la mia attività professionale utilizzando Internet (il mio sito personale è www.elenapaone.it) e metodi più tradizionali quali il passaparola, i biglietti da visita, i deplian, la partecipazione a convegni e seminari sul territorio, la collaborazione con altri professionisti quali medici, avvocati, etc. |
 | Freud è superato al giorno d'oggi? In che modo? E' grazie all'opera di Sigmund Freud che è nata la Psicoanalisi, agli inizi del '900. Freud è stato un grande innovatore e a lui rimarrà sempre il merito di aver introdotto concetti fondamentali utilizzati ancora oggi nella cura e nel trattamento di tantissimi pazienti.
E' passato più di un secolo da allora e molte cose sono fisiologicamente cambiate. Il pensiero freudiano, secondo me, non è stato superato al giorno d'oggi, ma certamente è stato rivisto e rivisitato, sulla base delle acquisizioni teoriche e cliniche successive. La Psicoanalisi odierna, quindi, non è più quella di 100 anni fa, per come la intendeva il suo fondatore.
Per esempio, è stata rivista la visione dello psicoanalista come schermo piatto, completamente neutrale e astinente, in favore di un terapeuta maggiormente coinvolto e partecipativo a livello emotivo. Inoltre, non viene data più esclusiva importanza all'"lì e allora" (il passato della persona, i suoi conflitti intrapsichici...), ma al contrario la dimensione del "qui e ora" (cosa succede nella seduta, fra il terapeuta e il suo paziente) ha assunto sempre maggior rilevanza. Infine, a partire dagli anni '50, accanto all'indispensabile dimensione del "transfet", è stata introdotta anche della del "controtransfert", utilissimo strumento di comprensione e cura.
La psicoanalisi odierna ha affiancato al concetto di "conflitto" anche quello di "carenza" e si è spostata sempre più dalla dimensione intrapsichica a quella interpersonale e relazionale. Certamente, tutto ciò non sarebbe stato possibile se Sigmund Freud non ci fosse stato. Le sue opere sono e rimangono ciò da cui partire, per poi integrare il pensiero freudiano con quello degli autori successivi, anche in base alle moderne scoperte e acquisizioni scientifiche (es. Infant Research, Neuroscienze...) |
 | Qualcosa di semplice che una persona possa fare per mitigare lo stress e l'ansietà? Il primo passo per mitigare lo stress e l'ansietà consiste nel rendersene conto e nel riuscire a dare un nome alle sensazioni e al disagio che si prova. Occorre fermarsi e analizzare con attenzione ciò che si prova, per esempio partendo da alcune semplici domande, quali "Da quanto tempo mi sento così?", "In che contesti mi sento ansioso e stressato?", "Vicino a che persone?", "Sono sensazioni continue e pervasive oppure contingenti e specifiche?", "Riesco a spiegarmi perchè mi sento così e a identificarne la causa?", "Cosa posso fare per sentirmi meglio? Cosa mi fa stare bene di solito?", "Ciò che ho già provato a fare, mi ha aiutato?", "A chi posso chiedere aiuto?"...
Molte persone preferiscono cercare di risolvere i propri problemi e le proprie difficoltà da soli, ritenendo che chiedere aiuto corrisponda a un'ammissione di incapacità e debolezza. Può essere utile cambiare punto di vista e vedere gli altri (il partner, gli amici, lo psicologo...) come risorse da mobilitare, in particolari e specifici momenti della propria vita. La vera "forza" coincide nel rinunciare alla propria onnipotenza infantile, in favore di una visione di sè più umana e realistica. Essere "forti" significa saper chiedere aiuto. |
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