Intervista a:FRANCESCO VENIER [francescovenier]
ARTE
 | Che cosa fai? Come ti definisci? Mi ritengo un creativo ad ampio spettro, giornalista, opinionista, pittore, fotografo, inventore, ecc. |
 | Qual è il tuo messaggio? FARE UN SOGNO E' COME SCOCCARE UNA FRECCIA,
PER REALIZZARLO BISOGNA RINCORRERLA. |
 | La tua biografia in quattro linee Il maestro veneto Francesco Venier è personalità italiana di risonanza internazionale. Pittore, giornalista, opinionista, creativo e inventore, Francesco Venier è presente da anni, con molti suoi servizi, in molti mensili italiani, in primis sui mensili della editoriale Olimpia, il più importante gruppo editoriale nazionale proprietario di una miriade di riviste trattanti gli argomenti più vari. Presentazioni dell’arte del maestro Venier e delle sue prestigiosissime sedi espositive compaionoperiodicamente nei maggiori quotidiani italiani (il Gazzettino di Venezia, l’Arena di Verona, la Nazione di Firenze, ecc. ecc.). Suoi servizi giornalistici, inoltre, e servizi su di lui e sulle sue attività sono stati pubblicati da molte importanti testate estere. |
 | Metti i tuoi quadri in rete? Dove possiamo vederli? |
 | Come nasce un'idea? Che cos'è per te l'ispirazione? E' comune convinzione che, per dipingere, serva prima di tutto uno stimolo psicologico, comunemente definito come "ispirazione". Ma è proprio vero che questo presupposto sia imprenscindibile? E poi, cosa si intende per "ispirazione, il frutto di elucubrazioni mentali, la personale reazione a stimoli sensoriali, il ricorso alla sfera onirica o altro?
In effetti, a mio avviso, tutte queste particolari componenti, singolarmente o in gruppo, possono essere fonti di ispirazione per ogni artista.
Una condizione, però, è fondamentale affinché un determinato prodotto possa definirsi "artistico", che sia sempre ben chiara la differenza tra "arte" e "artigianato artistico". Sia in una creazione pittorica che musicale od altro, la effettiva valenza artistica (l'arte) è evidenziata da alcune precise peculiarità: la personalità, l'originalità, la storicità, ecc.
L' "artigianato artistico", peraltro, è una attività che, pur a volte di estrema pregevolezza, rientra sempre nell'ambito della semplice produzione artigianale, una attività che pecca di "unicità", che è vincolata dai "gusti" della maggioranza dei fruitori ed è mirata esclusivamente ad un fine commerciale.
Bene, vi sono diversi tipi di "ispirazione", questa può essere il desiderio di reinterpretare la realtà o di riprodurla in modo idealizzato, può essere l'evidenziazione di determinati particolari aspetti della stessa, a volte è "denuncia"o può costituire, anche, il libero sfogo della fantasia individuale e inoltre può derivare da una libera e incondizionata risposta agli stimoli sensoriali (vista, udito, tatto e odorato).
Ogni cosa, quindi, ogni "frutto" dell'animo umano può divenire "arte" e ogni particolare genere di "ispirazione" ha la medesima importanza sempre, però, come dicevo, a patto che sia "sentita" e rappresentativa dell'animo e del modo d'essere di colui che la possiede. |
 | Che cos'è l'arte? Cosa si può considerare come una "vera espressione artistica" ? E' la domanda che, in molti, si fanno. Ciò che dicono i critici "di mestiere", ciò che "sente" la gente comune, l'ermetismo, la concettualità, la storicizzazione, la ricerca del "bello" o altro?
Sarebbe proprio bello che la definizione dell'arte divenisse un concetto universale ma....come dicevo....quando una espressione umana diviene arte?
A mio avviso è difficile, se non del tutto impossibile, definire l'arte in modo universale. Il concetto di espressione artistica, sia pittorica, scultorea, teatrale, musicale o altro è, per me, strettamente correlato al gruppo etnico e culturale che l'ha prodotta. Così è che ciò che ha senso per certe genti, per altre appare di difficile, se non impossibile, comprensione. Ciò che, invece, per me, può accomunare i diversi fruitori e rendere percepibile una performance artistica è "l'emozionalità" in essa racchiusa. Tanti critici d'arte sono soliti affermare che un'opera d'arte non è realmente tale se in essa non vi è una concettualità, se non contiene un "messaggio", se non è frutto della razionalità e della consapevolezza coscente di chi l'ha prodotta. Altri critici reputano maggiormente importanti le espressioni artistiche "storicizzate", cioé riconducibili a determinati periodi storici, a correnti culturali particolari e, oltre a ciò, spesso considerano la vetustà delle stesse e l'assenza dell'autore come elementi qualificanti. Io ho delle mie personali idee al riguardo. Penso che ogni espressione artistica sia una forma di "comunicazione", una comunicazione non solo e necessariamente "razionale" ma, sopra di tutto, "emozionale". Per questo motivo, a mio avviso, se una espressione artistica lascia indifferente il fruitore della stessa, checché ne dicano i critici, il "contatto" artista - fruitore non si è verificato, la comunione mentale o quella emozionale sono assenti e, pertanto, ogni sorta di "dialogo" risulta nullo.
Concludendo, sia un quadro, un brano musicale o altro, per essere arte, devono "toccare le corde" di chi guarda od ascolta, devono provocare una "comunione" di razionalità e di sensibilità. Un quadro, ad esempio, deve "parlare" a chi lo osserva con un linguaggio il più possibile universale. Il "significato", infine, di un prodotto artistico non è tanto ciò che pensa l'artista quanto ciò che crede o percepisce il fruitore, attraverso il "filtro" della sua ragione e della sua personale emozionalità. |
 | In che circostanze ti vengono le migliori idee? E' sempre una questione di ricerca e di concreta volontà di fare. |
 | Qual è la prova del nove per capire se per te un'idea è buona o no? Mi deve piacere e convincere. |
 | Tre idee creative che ti piacerebbe fossero venute a te. La mia pittura nasce in modo completamente autonomo, a seguito di una "tabula rasa" intellettuale. |
 | Quando e come hai iniziato a vederti come un'artista? Da sempre. |
 | Ti dispiace doverti staccare da un pezzo che hai venduto? Sempre. |
 | Nell'arte non ci sono guide, come sai qual è la cosa successiva che devi fare? Ogni mio dipinto mi rappresenta ed è parte di me. |
 | Che ruolo hanno giocato nella tua traettoria le figure del marciante, rappresentante, gallerista, e intermediari in generale? Mi sono sempre autogestito. |
 | Qual è dei tuoi lavori quello che più ti piace? Quasi sempre l'ultimo. |
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