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Intervista a:

Gianluca D'Aquino [gianlucadaquino] 
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SCRIVERE
Come hai iniziato a scrivere? Chi ti leggeva all'inizio?
Le prime esperienze sono state di carattere giornalistico, dal giornale della scuola fino alle testate locali, poi ho iniziato a scrivere per la radio e infine per la narrativa e il teatro.
Se dapprima l'idea di scrivere era un modo per attrarre l'interesse sui temi dell'attualità attraverso un taglio giornalistico, tendenzialmente freddo e schematico, figlio peraltro di una certa tendenza politica, oggi il mio scrivere è più votato al raccontare storie più o meno di fantasia, calde, appassionate, talvolta crude e dirette con l'intento di stimolare la riflessione su temi che ritengo di interesse e che in qualche modo non andrebbero trascurati. Purtroppo in Italia pare si legga poco. Questo non è certo uno stimolo per chi fa della narrativa. Scrivere è anche un modo terapeutico per superare certi momenti o per fermarne altri, è una medicina ma anche una fotografia. Oggi mi sento di affermare che scrivere è una necessità più che un mero piacere.
Chi mi leggeva all'inizio va da sé, in relazione al tipo di "scrittura" alla quale mi sono avvicinato via via, lungo il mio cammino. Oggi spero che mi possano leggere in molti e soprattutto mi auguro di essere all'altezza dei lettori più esigenti.
Qual è il tuo genere preferito? Alcuni link dove possiamo vedere o leggere qualcosa di una tua opera recente?
Amo leggere i grandi autori del passato.
Il mio genere è ampio, non credo di averne uno in particolare. Mi piace sperimentare e il primo grande esperimento è stato con un romanzo noir/gotico.
Ho scritto e scrivo di tutto e potrei citare almeno 5/6 generi letterari diversi. Il lavoro più importante ciononostante non risiede del genere ma nello stile. Come anticipato amo confrontarmi con stili narrativi diversi, partendo da quello di cui è figlio il mio primo romanzo e che si rifà alle letture preferite, alle opere dei grandi autori a cavallo fra '800 e '900.
Com'è il tuo processo creativo? Che cosa succede prima di sederti a scrivere?
Il romanzo/racconto/piéce nasce da un’idea, un’idea che va metabolizzata, approfondita, ampliata e sviluppata.
Quando scrivo, e lo faccio solamente quando ho la vena giusta per farlo, mi siedo davanti al computer e mi sintonizzo sul mio canale mentale dove si svolge il film della storia, lo osservo e lascio che scorra, cercando di descrivere tutto ciò che vedo, sento, avverto. Chiaramente, in linea di massima, la trama è già stata scritta o pensata. Non sempre tuttavia…
I grandi scrittori probabilmente potrebbero inorridire davanti alla mancanza di uno schema, ma io non sono che una cimice e sperimento le strade che mi si aprono davanti.
Che tipo di lettura ti attiva la voglia di scrivere?
Qualsiasi... dipende dal momento, dalle emozioni, dal testo che leggo, sono infinite le cause che stimolano la voglia di scrivere, non può certo trattarsi solamente di una lettura o di un tipo di lettura.
A tuo parere, quali sono gli ingredienti basilari di una storia?
Mi piace pensare che non ci sia una regola. Se mettiamo regole alla creatività abbiamo già tolto gran parte del successo al risultato. Ingredienti basilari: i migliori chef non li svelano mai...
In che panni ti senti meglio: prima persona o terza?
Assolutamente terza! Anche se mi è capitato di scrivere qualcosa, pochissimo, in prima persona. Raccontiamo storie di altri o storie di fantasia, senza protagonismo...
Certo, la prima persona non identifica necessariamente l'autore, ma ritengo che talvolta possa essere fraintesa.
Amo la terza...
Che scrittori famosi ammiri di più?
Tanti.
Ne cito uno su tutti: Oscar Wilde.
Omaggio lui perché è realmente il mio autore preferito e perché qualcuno mi ha accostato per lo stile narrativo. Un onore per me, uno strazio per lui...
Cosa rende un personaggio credibile? Come crei i tuoi?
Credo che il profilo psicologico del personaggio sia determinante per la sua caratterizzazione.
Come creo i miei? Volete sapere troppo!
Leggetemi...
Sei altrettanto bravo raccontando storie oralmente?
Dicono di sì. Io preferisco scrivere...
Nel più profondo delle tue motivazioni, per chi scrivi?
Per me e per chi mi leggerà.
Credo sia abbastanza comune.
Non cerco compromessi, talvolta ritengo che scrivere sia finanche una forma arrogante di dire le cose ma di fatto è così che mi piace. Perché accattivarsi il credito di terzi scrivendo cose nelle quali non si crede?
Si può scrivere come terapia personale? I conflitti interni sono una forza creativa?
Come detto prima, assolutamente sì.
Ti serve il feed-back dei lettori?
Sempre.
E' determinante per migliorarsi.
Ti presenti a concorsi? Hai ricevuto premi?
Da poco.
Ho appena iniziato a farlo e la prima partecipazione ha portato al primo premio.
Mostri i tuoi bozzetti a qualcuno di fiducia per avere la sua opinione?
Amo fare le cose da solo e temo sempre di essere snaturato.
Ho un paio di persone alle quali mostro, di quando in quando, i testi "a cose fatte" e ascolto i consigli ma troppo spesso finisco per non seguirli.
Il mio referente è un editore, un editor, qualcuno che deve decidere se ciò che ho scritto e come l'ho scritto possa essere adeguato.
Tutto il resto rimane un'impressione personale con il valore relativo che può avere...
Credi ti aver già trovato la "tua voce" o è qualcosa che cercherai eternamente?
La seconda: la cercherò eternamente...
Ti imponi una disciplina per organizzare orari, mete, ecc? Quale?
Nessuna disciplina!
Se ci sono scadenze imposte da altri cerco di adeguarmi ma diversamente nessuna briglia alla creatività.
Di cosa ti circondi nel tuo studio di lavoro per favorire la tua concentrazione?
Mi sono "costruito" un luogo senza spazio e senza tempo in cui trovare le giuste ispirazioni, interamente circondato da legno e libri. Tante, tante, tantissime emozioni appiccicate qua e là nell'atmosfera...
Scrivi allo schermo, stampi con frequenza, correggi nel foglio….? Com'è il tuo processo?
Scrivo allo schermo, stampo raramente, correggo sul foglio solo quando mi porto il lavoro lontano da casa...
Che pagine on-line frequenti per condividere esperienze o informazioni?
Condividere on-line? Amo la carta...
Com'è stata la tua esperienza con case editrici?
Alti e bassi con bassi che sono diventati alti e alti che non erano poi così... alti.
In ogni caso, ogni situazione fa testo a sé e anche con le stesse case editrici i rapporti possono essere variabili.
Sostanzialmente direi di essere abbastanza soddisfatto.
In che progetto stai lavorando ora?
Romanzi, racconti e teatro.
Presto per parlarne...
Cosa mi consigli di fare con tutti quei testi che continuo a scrivere da anni e che però non ho mai mostrato a nessuno?
 

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Gianluca D'Aquino
Alessandria - Italia


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