Intervista a:Giovanni Genovesi [giovannigenovesi]
CREATIVITÁ
 | Com'è successo che una persona come te abbia iniziato ad essere creativa? Perché? È successo che leggo tanto, e che leggo molte cose che non sembra interessino chi solitamente viene ritenuto un "artista". È pure successo che disegnavo molto bene, che quel che facevo piaceva tanto e mi permetteva di familiarizzare con facilità. Un doppio piacere, quello di riuscire a rendere con un disegno quel che intendevo o immaginavo e quello di riceverne un costante apprezzamento, che mi ha parecchio stimolato.
Di fatto, però, non posso veramente rispondere alla domanda: sarebbe meglio chiedermi come ho fatto a rimanere creativo, come ho fatto a non perdere quel piacere tipicamente infantile per l'esplorazione, la curiosità e la perseveranza che porta i bimbi a padroneggiare quel che loro piace in un modo che stupisce sempre i grandi. |
 | La tua mente è il tuo principale strumento di lavoro, in che modo la curi? Non la curo sicuramente in modo intenzionale. Non cerco una "ginnastica per la mente", piuttosto mi lascio libero di svagare, di seguire senza troppi problemi di raggiungere una meta i vari filoni di interesse che la mia curiosità nutre.
Vero è che non mi fermo di fronte ad argomenti che sembrano "difficili", non ho paura o vergogna di cambiare idea quando è il caso, né mi imbarazza dichiarare una sospensione del giudizio quando non ho argomenti per giustificare o meno un'opinione.
Continuo a studiare, per pura soddisfazione personale, all'unversità. E continuo a leggere, in italiano ed in inglese, di tutto: dalla filosofia alle neuroscienze, dalla teoria dei giochi ai paradossi della fisica quantistica, dalla psicologia evoluzionistica alla scienza delle reti. |
 | Come riesci ad evitare di ripeterti, di cadere in formule? Come ti mantieni fresco? Uno: ripetersi non è male. È l'unico modo per esplorare a fondo tutte le possibilità di una data esperienza, per scoprirne le possibilità di variazione. La novità in sé, per me, non è un valore assoluto. In merito, ricordo un detto zen: il maestro vasaio non è che un vasaio che ha fatto vasi, fatto vasi, fatto vasi, così a lungo che il farli gli è divenuto tanto naturale da essere impossibile che non riescano bellissimi.
Due: la "freschezza" sta nel ripetersi accettando la possibilità di sbagliare e di esplorare le possibilità "esposte" dall'errore. C'è un che di sistemico in questo, perché è il metodo usato della natura per generare ed evolvere "infinite forme bellissime" (Darwin). |
 | Da che fonti culturali trai maggiore ispirazione? Da tutto, anche se tendo a preferire la saggistica. Ho esplorato e talvolta molto approfondito vari campi da cui ho tratto parecchi spunti: antropologia religiosa, politica, scienze fisiche e biologiche, psicologia, letteratura...
Non vivo in un recinto chiuso, mi rivolgo a tutto quello che sembra interessante. |
 | Chi sono stati i tuoi maestri? Direttamente: nessuno.
Indirettamente: troppi da starli qui ad elencare.
Non ho seguito corsi di creatività, ed ho seri dubbi che quelli esistenti siano efficaci. Sono scappato quando i miei volevano far migliorare il mio disegno facendomi frequentare una scuola.
Forse sarebbe corretto dire che i miei maestri sono stati i libri. |
 | Quando accetti un lavoro che valore dai ad ognuno di questi fattori? Soldi, libertà, creatività, visibilità, lavorare con i migliori ... Valuto molto la possibilità di impegnarmi in una nuova sfida, e sicuramente la libertà di esprimermi, pur tenendo in considerazione i sempre presenti vincoli.
Una creatività che non abbia anche un limite è solo disordine ed anarchia. |
 | Ti è mai successo che un lavoro fosse così eccitante che non te lo potevi togliere dalla testa? No. Perché se sono eccitato da un lavoro non me lo voglio togliere dalla testa. Lascio che la mia mente sia libera di pensarci come e quando le pare, cercando di non andare a sbattere nel frattempo... |
 | Partorire idee: è solo un'espressione graziosa, o realmente c'è un parallelismo? Certo che c'è un parallelismo, lo stesso che troviamo ogni volta che una metafora ci aiuta a concettualizzare meglio il mondo, ma nulla che debba impegnarci più di tanto. |
 | La spiritualità contribuisce ad aiutare la tua creatività? ...
forse chi ha visto o letto qualcosa di mio direbbe di si. Forse anch'io tanto tempo prima di approfondire certi argomenti ho avuto la stessa opinione.
Ma ora sono più propenso ad affermare che la spiritualità non esiste. È solo un luogo comune. |
 | Puoi innamorarti di una brutta idea solo perché è tua? Come lo eviti? Sono abituato a scartare quel che non mi soddisfa, anche quando in partenza sembrava buona. E ritengo utile applicare a me stesso i principi della Qualità Totale: per cui tengo in grande considerazione le critiche. Anche quando sono convinto che un'idea sia ottima, di fronte a più opinioni diverse mi faccio sempre venire il dubbio di aver sbagliato qualcosa. |
 | Perché un gruppo creativo funzioni, c'è bisogno che qualcuno eserciti la funzione di leader o capo? Sì e no. Dipende. Se lo scopo è ottenere un risultato rispettando certi vincoli e presupposti, forse è meglio che qualcuno abbia la responsabilità di decidere quando è opportuno concludere la ricerca e cominciare a finalizzare il lavoro. Se lo scopo è generare proposte, forse è meglio lasciare ampia libertà ai membri del gruppo.
Per approfondire, vi sono ottimi libri di psicologia sociale sull'argomento. |
 | Dichiarati: con che persona o impresa ti piacerebbe lavorare? Visto che attualmente non lavoro, mi piacerebbe lavorare e punto. Ma il non lavoro è legato a ciò che mi dava da campare come di pilota di linea Alitalia, non di creativo. Per cui, astraendo dalla mia situazione contingente, direi che mi piacerebbe lavorare nel campo del sociale, fare qualcosa che sia di beneficio per i miei figli e, in prospettiva, per i miei nipoti; un campo che non si associa facilmente con quello della creatività, ma che di creatività avrebbe tanto bisogno.
Questo detto, mi piace tutto quello che è comunicazione. Restringere il campo mi resta difficile. |
 | Lo psicologo in casa: la creatività per te è un atto per essere ribelli? No. È un modo per vivere la vita più pienamente. |
 | Lavori bene sotto pressione? Sono stato pilota militare e civile per più di vent'anni, ogni anno ho avuto più occasioni in cui avrei potuto perdere qualifiche e posto sia per motivi professionali che medici: credo di poter affermare di lavorare bene sotto pressione. |
 | Come si vende un'idea? Difficile vendere un'idea. Credo che un'idea, una volta espressa, diventi parte del patrimonio comune. Però si può vendere il proprio tempo, ma senza poter garantire che le idee che ne verranno fuori saranno tutte buone. |
 | Molte idee sorgono simultaneamente in luoghi distinti e a distinte persone che non hanno niente a che fare tra loro, come spieghi questo fenomeno? Con il fatto che le stesse idee e conoscenze circolano e sono accessibili a molte più persone contemporaneamente rispetto a quanto non accadesse in precedenza, e siccome agiscono su menti fatte in fondo allo stesso modo, vi sono molte probabilità che ne risultino esiti simili.
Purtroppo, sebbene la poesia sia più affascinante, la vita e davvero più prosaica che poetica. |
 | Sei altrettanto bravo come la tua ultima idea? Non ti piacerebbe avere un lavoro più sicuro? A chi non piacerebbe. La sicurezza è un valore a cui chi ha famiglia, soprattutto, non può rinunciare. Nello stesso tempo, l'insicurezza è un ottimo incentivo per una mente creativa, fintanto che non vada ad intaccare più fondamentali esigenze. |
ARTE
 | Che cosa fai? Come ti definisci? Io sostanzialmente disegno, anche quando dipingo. E cerco di trasferire nelle mie immagini i miei pensieri, di tradurre dei concetti in forma visiva.
Sono un figurativo, non un astrattista, e prediligo rappresentare il corpo umano. |
 | Metti i tuoi quadri in rete? Dove possiamo vederli? |
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