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PSICOLOGIA

Cosa significa avere un ego "sano"?
 
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La perfetta sanità psichica non esiste è una finzione che serve a noi Psicologi per poterla comparare con gli stati patologici, un ego sano in realtà è un personalità nevrotica senza sintomi disturbanti. Faccio un esempio, una persona, pulita, ordinata, puntuale, gran lavoratrice, mai sicura arrogantemente di sè, ma dubbiosa è una personalità ossessiva che però dell'ossessività ha solo i lati positivi 


Un io sano è quello di una persona che è capace di distinguere fra ciò che proviene da sè e ciò che proviene dall'esterno, che utilizza dei meccanismi di difesa evoluti, quali l'autoironia, che è in grado di prevedere quale reazione avranno le altre persone ai suoi comportamenti e in generale la capacità di "mettersi nei panni" dell'ltro... 


Vivere meglio 


E' la capacità di distinguere tra realtà e fantasia, tra ciò che proviene dall'interno e ciò che proviene dall'esterno, riuscendo a mediare tra i propri bisogni e la reltà. 


Un ego "io" sano è quello di una persona che è capace di distinguere fra ciò che proviene da sè e ciò che proviene dall'esterno, ancora è la capacità di distinguere tra realtà e fantasia, riuscendo a mediare tra i propri bisogni e la reltà. Esso utilizza dei meccanismi di difesa evoluti, quali l'autoironia, che è in grado di prevedere quali reazioni avranno le altre persone ai suoi comportamenti e in generale la capacità di epochizzare e di entrare in empatia "mettersi nei panni" dell'altro...e anche in entropatia ovvero di guardare il mondo con gli occhi dell'altro. 


Significa non averlo ! L'ego è solo la punta dell'iceberg di quello che noi siamo, emergente dall'oceano del nostro io più profondo, saggio e vero.
Ha però una sua ragion d'essere, è la scaletta che utilizziamo per raggiungere piani superiori di consapevolezza e di ben essere.
Necessario dunque, ma non sufficiente.
Amirare e apprezzare la propria scaletta non è affatto disdicevole, è il sano narcisismo di chi sa riconoscere i propri meriti, sempre che poi ci torni in mente per quale scopo l'avevamo costruita, e chi l'aveva costruita, forse un nostro 'me' non riducibile all'ego
 


la salute mentale sta alla capacità di essere presenti a se stessi in ogni relazione in cui ci si sperimenta ed n cui ci si immerge con le proprie peculiarità che si hanno che che si vanno scoprendo, indirizzate all'apertura di orizzonti mai finiti in sè e negli altri tesi all'attuazione di ciò che si è e si va scoprendo di sè passo dopo passo. 


usare la propria energia personale per affrontare il mondo, non perdere l'istinto di autoconservazione 


E' l'ego che ha instaurato maturi meccanismi di difesa. 


non esistono "ego sani" 


Non lo ha nessuno!
Si cerca di limitare i danni
 


essere consapevoli che le nostre emozioni non sono cose negative, fanno parte della nostra natura, e non solo quelle buone. non si può cercare di annullare quelle negative, pensando che siano sbagliate. 


L'idea di salute psicologica è connessa al concetto di adattamento dell'ego, ovvero dell'adattamento della persona con i suoi tratti e la sua individualità alle richieste provenienti dall'ambiente esterno. Un ego sano è quello della persona che riesce a rispondere in maniera adeguata alle esigenze che provengono dall'esterno senza soccombere, senza cioè venirne schiacciata al punto da perdere il controllo e da andare incontro a sofferenza eccessiva. 


Avere un ego sano è:
Saper distinguere il bene dal male
Avere un buon equilibrio
Avere elasticità mentale
Saper elaborare gli eventi
Saper ricavare il bene dal male
Sapersi relazionare
Saper prendere e dare
infine ma non ultimo essere intelligenti!
 


Meno male che l'aggettivo è tra virgolette!
Direi che ci si può riferire a un equilibrio tollerabile (in cui cioè possono esserci oscillazioni) tra le istanze del proprio mondo interiore, le emozioni, gli affetti e l necessità collegate al vivere in una società civile, all'interno di gruppi con regole condivise, vivendo rapporti affettivi con altre persone che diventano riferimento, confronto e messa in gioco.
 


sentirsi bene con se stessi e con gli altri, avere buone relazioni con la propria famiglia di origine. 



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