PSICOLOGIA
Qualcosa di semplice che una persona possa fare per mitigare lo stress e l'ansietà?
Una persona per mitigare lo stress e l'ansia dovrebbe fermarsi un attimo, cercare di capire cosa la preoccupa o la "stressa", cercare di individuare quali sono le cose piacevoli che lei farebbe volentieri e in modo rilassato (cinema, vedere gli amici, leggere un libro, andare a teatro, fare dello sport, musica, ecc.), dopo aver individuato qualcosa di piacevole per sè organizzarsi e prendere un po' di tempo per se stessa. Prendersi cura di se stessi è importante per arrivare ad un buon equilibrio senza essere sopraffatti dallo stress e dall'ansia.
Lo stress in sè non è una cosa negativa, ma se la persona ne è sopraffatta allora lo diventa, la persona può ricavare durante la giornata alcuni minuti da dedicare a se stessa, semplicemente concentrandosi sulla sua respirazione allontanando i pensieri e le preoccupazioni.
Il primo passo per mitigare lo stress e l'ansietà consiste nel rendersene conto e nel riuscire a dare un nome alle sensazioni e al disagio che si prova. Occorre fermarsi e analizzare con attenzione ciò che si prova, per esempio partendo da alcune semplici domande, quali "Da quanto tempo mi sento così?", "In che contesti mi sento ansioso e stressato?", "Vicino a che persone?", "Sono sensazioni continue e pervasive oppure contingenti e specifiche?", "Riesco a spiegarmi perchè mi sento così e a identificarne la causa?", "Cosa posso fare per sentirmi meglio? Cosa mi fa stare bene di solito?", "Ciò che ho già provato a fare, mi ha aiutato?", "A chi posso chiedere aiuto?"...
Molte persone preferiscono cercare di risolvere i propri problemi e le proprie difficoltà da soli, ritenendo che chiedere aiuto corrisponda a un'ammissione di incapacità e debolezza. Può essere utile cambiare punto di vista e vedere gli altri (il partner, gli amici, lo psicologo...) come risorse da mobilitare, in particolari e specifici momenti della propria vita. La vera "forza" coincide nel rinunciare alla propria onnipotenza infantile, in favore di una visione di sè più umana e realistica. Essere "forti" significa saper chiedere aiuto.   | | |
L'unica cosa realmente efficace è - so che non dovrei dirlo - la terapia farmacologica.
La crisi D.A.P. è ciclica, ci sono dei periodi della giornata in cui evolve
secondo schemi precisi: ad orari stai bene, poi senti che qualcosa non va,
un ragno che ti logora il centro del petto e tesse la sua tela; non è dolore
fisico, in quel mondo. Ecco che iniziano a fischiare le orecchie: dal
profondo delle viscere arriva lui “il panico”. E’ inutile descrivere la cartella
clinica! La conosciamo già.
Quando termina ti lascia stremata, senza forze. Riposati e non pensare, è
talmente alto il livello di stress a cui sei stata sottoposta che ora hai
bisogno di riposarti. Rilassati, dormi quanto vuoi e cerca di non pensare a
nulla. Lavati la faccia con acqua fredda: togliti di dosso quel maleodorante
sentore che la bestia ti lascia e chiudi gli occhi. Le palbebre inizialmente
tremeranno ma piano piano il torpore ti prenderà in balia di sé. Lasciati
andare...dormi.
Oggi, grazie agli studi che sono stati fatti, la psicoterapia si è "evoluta" ed è possibile, grazie a tecniche avanzate, imparare a gestire la propria ansia e lo stress. Non esistono purtroppo ricette semplici da dare; come dire o si impara bene o meglio lasciar stare, perchè il rischio è di utilizzare qualcosa che funziona male o a metà. Oggi comunque esistono terapie brevi che permettono di imparare a modulare la propria reazione in modo funzionale.
Prendersi..un gatto?
pensare che stia passando già
Lo stress e l'ansia sono modalità di risposta sintomatiche in conseguenza di situazioni minacciose che attivano le nostre difese psicologiche profonde. Prima di tutto è importante riconoscere le fonti di stress, cioè ciò che provoca le reazioni individuali, e cercare di intervenire su di esse. Laddove ciò non sia possibile, ma sia necessario intervenire su se stessi, esistono numerose tecniche di rilassamento di autosomministrazione che permettono di allievare temporamente il disagio. Se tuttavia la condizione di stress permane, è necessario analizzarla più profondamente con l'aiuto di un esperto.
Nella vita bisogna imparare a sdammatizzare tutto,
qualche sana risata e un buon amico che ti aiuti ad aggiare le paure.
Concentrarsi sui segnali del proprio corpo e trovare "antidoti" soggettivi per far fronte ai momenti di tensione... Ascoltare musica, fare sport, fare le pulizie di casa, distrarsi, etc. Possibilmente fare qualcosa che possa dare soddisfazione
Siamo condizionati a credere che tutto lo stress sia negativo. Ma non è cosi. Quando ci si sente padroni della situazione, lo stress diventa un fattore positivo, uno stimolo all'azione, una sfida e non una minaccia. Occorre uno sforzo di riflessione sull'evento per individuare se siamo in presenza di stress negativo (distress) o positivo (eustress).
Per approfondimenti: Annalisa De Filippo "Stress e resilienza. Vincere sul lavoro" Edizioni Psiconline, 2009 (Seconda Ed.), 2007 (Prima Ed.).
Nell 'immediato per stemperare il momento di tensione si può esercitare una maggiore attenzione al ruolo della respirazione, riempire la pancia di aria e lasciarla defluire lentamente, si può poi fare una telefonare ad un amica, parente e fare una chiaccherata esprimendosi in merito alle proprie angosce e paure. Andare da uno psicologo.
Prima di tutto bisogna capire cosa ci suscita stress e perchè. In un secondo momento si possono mettere in atto delle semplici tecniche, come quella del rilassamento progressivo di Jacobson o la semplice distrazione.
Fare sport e quindi "scaricare" la tensione in un'attività fisica è inoltre molto utile. |
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