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Intervista a:

Massimiliano Forner [mfituesc] 


INTERNET
Qual è la tua specialità nel mondo interattivo?
Fornire informazioni all'utenza Home e SoHo per quanto riguarda la sicurezza online e dei computer.
Dove possiamo vedere qualcosa del tuo lavoro on-line?
Certo, nel mio sito web principale oppure presso il forum di Web of Trust.
Che tipo di progetti sviluppi?
Dipende, la parte di MF IT-UESC è solo un elemento di tutto il lavoro complessivo. Principalmente la MF si occupa di consulenza ed amministrazione di CED, sottoforma di contratti di In-Sourcing.
Qual è stato il tuo primo lavoro nel mondo interattivo?
Il mio primo impegno in Internet è stato nel marzo del 2002, come IRCOp presso una rete di chat IRC Italiana. Lì mi occupavo di moderazione ed assistevo gli utenti infetti da IRC-Malware.
Qual è il tuo background a livello professionale? Che facevi prima?
Per molti anni sono stato impegnato (come volontario), nell'amministrazione di reti IRC. Mi occupavo della parte organizzativa e tecnica. Successivamente ho trovato impiego presso un ISP ed un CED di un comune qui nelle vicinanze dove abito. Tutt'ora sono libero professionista.
Con che tecnologie lavori solitamente?
Molteplici. Sistemi Windows, Linux (Debian/Ubuntu/RedHat/Fedora), MacOSX 10.5 e 10.6, Cisco, Juniper, Checkpoint, HP, Buffalo, Belkin, Zyxel, NetGear ed altri (troppi per elencarli tutti).
Cose importanti che hai imparato sul disegno d'interfaccia.
Molto spesso i programmatori si focalizzano di più sul codice, il che è giusto e corretto (sebbene la parte che concerne l'ottimizzazione e la sicurezza non venga quasi mai trattato in maniera adeguata), ma inadeguato qualora il software prodotto sia destinato all'utilizzo di massa. La presenza di errori di concepimento nella UI porta spesso nel tralasciare l'applicativo per soluzioni maggiormente inadeguate ed instabili, oppure, porta indirettamente l'utente nell'effettuare manovre ed impostazioni pericolose per l'integrità, la segretezza e l'affidabilità dei dati. La UI è importante in ambito Sistemistico, così come può essere l'ottimizzazione, la pulizia, la documentazione e sicurezza del codice prodotto da un programmatore.
Lavori autonomamente o in equipe? Com'è la tua equipe?
Io lavoro in autonomia. Quelle poche esperienze fatte assieme ad un equipe sono state tutte per lo più alquanto negative. Nella maggior parte dei casi, il mio tempo era più assorto nel controllare che il lavoro altrui venisse fatto in maniera organizzata, nei tempi esatti e con metodo. Questo incideva pesantemente sul QoE finale.
Va molto il disegnatore-programmatore, si può essere bravi in entrambe le cose?
Dipende dal tipo di software. Un mito da sfatare è il Sistemista-Programmatore. Entrambi questi macro-gruppi sono troppo estesi perchè una persona possa seguire entrambi in maniera proficua. Molto spesso invece, i neofiti tendono nell'optare per la miscela di professioni in quanto attratti dal fascino e stimolati dagli argomenti, finendo col proporre soluzioni inadeguate e non ottimizzate in entrambi i campi.
Qual è il segreto per mantenere le aspettative del cliente sotto controllo, in uno sviluppo interattivo?
Procedere con un ferreo rispetto del Lifecycle di sviluppo, focalizzandosi nelle reali necessità del cliente, in grado di trasformare l'informatica in un qualcosa di semplice, veramente utile e riducendo le micro-attività complessive per l'ottenimento del risultato finale desiderato. Molto spesso invece (specie qualora chi propone le soluzioni in realtà non abbia l'esperienza o le capacità per ricoprire questo ruolo) quanto proposto ha come unico fine introdurre della strumentazione informatica, al fine di permettere al tecnico di turno di portare a casa lo stipendio, senza che l'azienda possa non solo beneficiare dell'automazione introdotta, ma anche appoggiarsi solidamente a questa per rilanciare il proprio business riconsiderando le proprie aree d'influenza nel mercato, e quindi, diversificando il proprio prodotto/servizio finale proposto. Tutto ciò rappresenta solo un'altra forma di parassitismo che colpisce, in particolar modo, le piccole-medie aziende Italiane, mantenendo in vita un gruppo di personaggi in realtà poco esperti e preparati per il mondo del lavoro, basato sulla competitività con le altre realtà aziendali.
Qual è stato il tuo primo computer e qual è l'attuale?
Il mio primo computer è stato un Intel Pentium 2. Quello di adesso è un Pentium 4 del 2006. Mono-core. La ragione del perchè non abbia provveduto in un aggiornamento tecnico della piattaforma si basa principalmente sul fatto che, molto spesso, la parte inerente all'IT-Desktop è incentrata nel Gaming e nel Multimediale, entrambi campi dell'IT richiedenti forte capacità di calcolo. In ambito aziendale invece, tale necessità dev'essere correlata strettamente alle reali esigenze applicative, al fine di contenere i costi del reparto informatico ed evitare scelte amministrative/organizzative infelici ed illogiche, derivanti da un dispendio smodato delle sostanze economiche poste a disposizione del reparto IT, come ad es. lo spostamento di tutto il CED in aree ove lo sviluppo dell'IT assume dei contorni fumosi (es. in India ed altri paesi che ne ricalcano la fattispecie).
Il passa parola on-line, non è la stessa cosa che bocca-orecchie tradizionali?
No. In un ambito complesso e poco localizzato alla nazione (l'IT viene trattato più in America, ove l'alfabetizzazione informatica è molto più diffusa e di qualità che non in Italia), occorre comunicare tramite un canale d'informazione che presenti un utenza dotata di un minimo di formazione a riguardo. Molto spesso, specie nelle aree rurali del paese, l'attecchimento degli argomenti riguardanti dell'aspetto informatico e delle sue problematiche è pressochè nullo rendendo, di per sè, il passa-parola antico un metodo di comunicazione ormai superato. Oggigiorno, per la comuncazione efficace, è bene basarsi su tecnologie quali i social network (es. LinkedIn, Facebook o Twitter).
Il potere ha paura di internet?
Il potere, in quanto basato sull'ignoranza delle persone, ha paura di ogni cosa che lo contrasti. Internet, essendo un veicolo strategico per la diffusione della conoscenza, rappresenta una seria minaccia per il potere. Questo però non fa altro che dimostrare come l'evoluzione cerchi sempre di scrollarsi da catene e rimasugli del passato.
Credi che il divario digitale sia un problema sociale? Che faresti per accelerare l'alfabetizzazione digitale?
Il Digital Divide è molto problematico. Purtroppo le organizzazioni politiche internazionali non hanno compreso che, al giorno d'oggi, certe professioni non possono più essere concepite secondo il vecchio metodo (e cioè altamente localizzate), ma devono trovare assolutamente uno sbocco in Internet, in maniera da permettere ai professionisti di andare ad operare in quelle aree ove la necessità di sviluppo è ormai un elemento necessario al fine di evitare la creazione di un dislivello troppo consistente tra una parte della società occidentale odierna. Per accellerare l'alfabetizzazione, purtroppo, occorrerebbe aumentare l'istruzione, ma considerando l'andamento globale, non credo rientri nella sfera degli interessi del "potere".
Che stavi facendo nel marzo del 2000, nel momento massimo della bolla dotcom?
Nel marzo del 2000 non ero ancora operativo.
Qual è, attualmente, la tendenza più rilevante nel mondo interattivo?
Dipende. Occorre considerare che non c'è una moda specifica in Internet, questo perchè la moda è il derivato delle tendenze inculcate dai Mass-media. Essendo Internet sì un strumento di massa, ma fondamentalmente diverso dai normali canali di comuncazione, non è possibile stabilire con certezza una "tendenza" unanime vera e propria appartenente a questo mondo. Se qualcuno pensava magari al "Fenomeno Facebook", deve pensare ad Internet come ad una "nazione virtuale" che comprende l'intero globo terrestre e Facebook non è tendenza ovunque (basti pensare, ad esempio, in Russia, con la presenza della piattaforma VKontakte, od in Brasile, con Orkut).
Cos'è per te la cosa più interessante del fenomeno web 2.0?
L'interazione molto più estesa che in passato, tra sito-web ed utente. Oggigiorno gli utenti della rete (ed occorre annoverare anche chi impiega gli Smartphone ad es.), sono molto più "Uniti" e hanno possibilità d'interazione molto più che in passato, ove la rete era più "solitaria", sebbene esistessero chat ed IM. Tutt'oggi invece è possibile non solo autenticarsi senza bisogno di centinaia di password (molto spesso inadeguate in termini di sicurezza e comunque, un problema tediante per il normale utente), ma con l'avvento dei social network è possibile condividere esperienze ed opinioni in maniera molto facile. Spero vivamente che quest'ottica trovi un estensione sempre più fruttuosa, migliorando ancora più radicalmente l'esperienza dell'utente con Internet.
Cosa faresti per eliminare lo spam in internet?
Lo Spam è il risultato di un fallimento multi-livello nella moderazione della tecnologia informatica impiegata a livello sociale. Le ragioni di tutto ciò sono molteplici e spaziano dall'incapacità nella risposta contro gli spammer ed altri attacker presenti nella rete, da parte dei governi, dal disinteresse degli ISP e dagli organi di sicurezza e monitoraggio globale della rete e dalla poca considerazione che l'utenza ha avuto, finora, con il mondo di Internet. Questa tendenza però, sta cambiando. Infatti nell'anno 2009/2010 è subentrata una nuova concezione di Internet, detta "Web Reputation". Questa non tratta solo dell'aspetto inerente alla sicurezza informatica di per sè, ma della condotta operata da ogni singolo nodo connesso alla grande rete. Web of Trust si sta attivamente impegnando al fine di creare un censimento affidabile secondo questi termini, ed i risultati finora sono più che eccellenti. MF IT-UESC, d'altro canto, fin dal primo momento ha contribuito sensibilmente nella raggiunta di risultati in questo nuovo campo dell'auto-regolamentazione della rete, procedendo al censimento di un enorme quantità di nodi (al momento, la quota si aggira intorno ai 510.000) e combattendo strenuamente frodi (Scam) e truffe identificate nella rete. Tramite questo potente strumento d'analisi, ISP ed altri enti possono, oggigiorno, non solo avere un'idea più precisa a riguardo dei reali problemi che affliggono Internet, ma possono agire con più fermezza al fine di neutralizzarli, bloccando completamente tutti quei nodi responsabili (ormai da tempo immemore), di attività maligne perpetrate nella rete.
La banda larga smetterà un giorno di essere una limitazione?
Non è un augurio, ma un obbligo. Ormai è questa la strada che si sta percorrendo e che caratterizzerà sempre di più il nostro futuro. E' solo questione di tempo. Sta nei governi delle nazioni concepire questo cammino inevitabile, procedendo con un'adeguato abbattimento delle barriere ancora presenti.
Come si guadagna soldi in internet?
In molti modi, ma una cosa è sicura: non disonestamente come MF IT-UESC ha potuto constatare in questi mesi.
 

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© Massimiliano Forner
Indirizzo web di questa intervista:http://www.whohub.com/mfituesc

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