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Intervista a:

Emanuela Brevigliero [multitaskingirl] 


CREATIVITÁ
Com'è successo che una persona come te abbia iniziato ad essere creativa? Perché?
Non c'è un vero inizio, si può dire che è un dono di natura che attende solo i giusti stimoli. A meno di un anno di età mia madre dice che cantavo la canzone del galletto (credo fosse questa http://www.youtube.com/watch?v=roN7cTTpIvQ&feature=fvwrel ), tutta intera, alle infermiere che mi accudivano in ospedale. Quanto a disegnare, a casa di mia nonna ho colorato tutto il colorabile, giocato all'isola dei pirati sul tavolo e le sedie di formica della cucina, costruito case di bambola sotto al tavolino intarsiato...e immaginato evoluzioni da ginnasta sul divano del salotto! Insomma, bastava solo dare una direzione a tutto questo fermento :)
La tua mente è il tuo principale strumento di lavoro, in che modo la curi?
Cerco di tenerla allenata, leggendo, studiando, imparando cose nuove. Non fumo, non bevo, mangio sano...e non guardo il Grande Fratello :) Spero che i miei neuroni siano grati e tengano duro ancora per qualche anno!
Come riesci ad evitare di ripeterti, di cadere in formule? Come ti mantieni fresco?
Non è cosa facile, anche perchè il lavoro quotidiano, per esigenze di praticità e velocità, tende a riportarti sempre nello stesso cliché. Cerco quindi di ritagliarmi dei momenti per vedere cosa fanno gli altri, per riflettere su cose che non sono effettivamente parte del mio lavoro o della mia vita di tutti i giorni, oppure provo a vedere le solite cose da un punto di vista diverso. L'importante è essere aperti alle novità e alla diversità, un po' come lo sono i bambini.
Da che fonti culturali trai maggiore ispirazione?
Cinema, fotografia, arte, teatro, musica, letteratura, fumetto...tutto quello che può raccontare una storia o un'emozione. Internet è una miniera inesauribile: bisogna imparare a non perdersi nel mare di informazioni ma, rispetto a tempi passati, confrontarsi con culture o mezzi molto distanti dalla propria esperienza è molto più semplice.
Chi sono stati i tuoi maestri?
Per il fumetto e l'illustrazione, Laura Scarpa e Angelo Stano. In generale ricordo con nostalgia tutto il periodo in cui ho frequentato la scuola del fumetto di Milano. E' stata una scuola di vita oltre che di arte :) Ma la parte più importante l'hanno fatta i miei genitori: da mio padre e da mia madre ho imparato ad essere curiosa, a lavorare con serietà e pazienza, a far bene tutto per il gusto di far bene e a mettere passione anche nelle piccole cose. E soprattutto ad essere generosa, non solo nelle cose materiali, ma generosa nel talento e nel dedicare il proprio tempo alle cose che valgono e alle persone che hanno bisogno. Non credo ci sia maestro migliore di quello che ti insegna come imparare.
Quando accetti un lavoro che valore dai ad ognuno di questi fattori? Soldi, libertà, creatività, visibilità, lavorare con i migliori ...
Purtroppo la parte remuneritiva ha la sua importanza, specie da quando ho un bel mutuo da pagare... Non sopporto però che siano altri a decidere cosa devo fare e quali competenze devo acquisire o migliorare. Cerco di scegliere da sola la mia strada e i miei interessi, cimentandomi magari in attività che non mi sono del tutto familiari ma che mi possono far crescere professionalmente o umanamente. Sono costantemente in cammino, quindi ogni lavoro che sottenda anche un cambiamento o un progresso è per me stimolante.
La spiritualità contribuisce ad aiutare la tua creatività?
La spiritualità aiuta ad andare in profondità alle cose e a dare un significato diverso alla propria vita e alla propria attività. Riflettere sul senso della vita e sulla sostanza delle cose ti permette di vederle in un'altra luce e di ragionare in maniera più libera.
Puoi innamorarti di una brutta idea solo perché è tua? Come lo eviti?
Il rischio è alto, per questo cerco sempre di chiedere un parere a chi mi sta vicino, per lavoro o per affetto. Oppure provo ad immaginarmi dall'altra parte della barricata, il più possibile neutrale... Ma la prima soluzione è sempre la migliore!
Perché un gruppo creativo funzioni, c'è bisogno che qualcuno eserciti la funzione di leader o capo?
Dipende da cosa si intende per leader. La vera forza creativa sta nello scambio di idee e nell'apertura alla critica costruttiva. Non c'è una vera imposizione dall'alto ma una collaborazione fruttuosa, un naturale scambio di idee positive. E' però vero che, specie all'interno di un progetto con obiettivi e scadenze precisi, una figura di coordinatore e supervisore può essere necessaria. Preferisco lo'espressione "Leader" nella sua accezione più positiva, una guida saggia e non prevaricante.
Dichiarati: con che persona o impresa ti piacerebbe lavorare?
Eh, il sogno nel cassetto è Pixar! Per una come me che ha la passione per il disegno e una buona inclinazione verso l'informatica e la computer grafica, oltre che una passione per il cinema e la narrazione, sarebbe un sogno che diventa realtà. Mi accontenterei anche di uno studio più piccolo ma che lavori con le stesse idee e la stessa filosofia.
Che criterio usi per scegliere qualcuno che faccia parte del tuo gruppo creativo?
Per prima cosa, deve essere una persona aperta, umile, disposta al dialogo e con una buona dose di ironia e buon umore. Le persone troppo sicure di sé o che si prendono troppo sul serio non giovano al gruppo, creano inutili tensioni. Un buon gruppo creativo deve essere prima di tutto un gruppo che si diverte a fare quello che fa, che lo fa con passione e per prima cosa per il piacere di costruire qualcosa di bello, di ben fatto. Tutte le altre cose sono secondarie. Certo, conta anche l'esperienza nel proprio campo, ma sono convinta che quello che manca in esperienza possa essere compensato dalla passione e dalla buona volontà, mentre niente ti può far appassionare se non porti già quel germe di tuo.
Lo psicologo in casa: la creatività per te è un atto per essere ribelli?
Essere ribelli ultimamente è una moda...quindi il vero senso della ribellione va a farsi benedire :) Non credo che il creativo debba essere per forza un ribelle, anzi...il concetto di ribellione in sè ha qualcosa di negativo, di distruttivo o comunque ricorda un gesto violento mentre la creatività per definizione è costruttiva. Semplicemente, il creativo non dovrebbe avere regole fisse ma operare in modo libero, privo di condizionamenti o di standard. E' il pensiero che sta alla base che va modificato: il creativo non ha bisogno di ribellarsi perchè nella sua attività deve pensarsi assolutamente libero di scegliere, anche di scegliere uno stereotipo o uno standard.
Lavori bene sotto pressione?
Sì, la pressione molto spesso mi fa diventare più produttiva. Troppa libertà per me significa perdermi su tante cose diverse e rischiare di non portarne a termine nessuna. Troppa pressione però è controproducente. Bisognerebbe sempre cercare di non perdere di vista i tempi e i modi che sono assolutamente necessari alla buona riuscita di un progetto e alla salute psicofisica di chi ci lavora. Un buon creativo è sempre un po' di corsa ma mai in affanno.
Molte idee sorgono simultaneamente in luoghi distinti e a distinte persone che non hanno niente a che fare tra loro, come spieghi questo fenomeno?
E' meno strano di quanto si possa pensare perchè la natura che ci accomuna è la stessa. Quando gli stessi bisogni premono su personalità dalle identiche inclinazioni, non possono che nascere idee molto simili. Non so perchè siamo portati a credere di essere diversi solo perchè nasciamo e viviamo in posti diversi. Possono cambiare gli usi e i costumi ma le necessità alla base dell'uomo sono assolutamente identiche per ciascuno di noi.
Sei altrettanto brava come la tua ultima idea? Non ti piacerebbe avere un lavoro più sicuro?
Purtroppo ho già un lavoro sicuro :) e mi manca un pizzico di coraggio per trovarne uno più precario ma probabilmente più stimolante. Più che un lavoro sicuro, vorrei avere un lavoro più a misura di persona, gestibile negli orari e soprattutto che non mi costringa tutti i giorni a mettermi in coda in auto assieme ad una mandria di automobilisti forzati e scontenti come me. Se invece per "sicuro" si intende più quadrato e meno creativo...no, non vorrei avere un lavoro più sicuro :)
 

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© Emanuela Brevigliero
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