Intervista a:Natàlia Castaldi [nataliacastaldi]
SCRIVERE
 | Come hai iniziato a scrivere? Chi ti leggeva all'inizio? ho iniziato a scrivere leggendo, praticamente rispondendo idealmente ai pensieri ed alle idee che le letture facevano transitare o sedimentare in me. |
 | Qual è il tuo genere preferito? Alcuni link dove possiamo vedere o leggere qualcosa di una tua opera recente? mah! mi piace la poesia, mi piace la scrittura libera, la trasmissione del pensiero, la filosofia applicata alla scrittura, al racconto. Adoro l'esistenzialismo, Sartre e Camus sopra tutto, ma mi piace scoprire, studiare, spulciare tra passato e contemporaneità, scoprendo fili conduttori e nessi che, passando attraverso pittura, poesia, musica, ci dicano chi siamo.
Una mia opera? Sì, certo, lascio qui un link:
http://www.edizionismasher.it/nataliacastaldi.html |
 | Com'è il tuo processo creativo? Che cosa succede prima di sederti a scrivere? Non scrivo a flusso continuo, ho lunghi periodi di silenzio. Di solito incamero, ascolto, studio per mesi, fino a quando non sento l'esigenza pressante di scrivere, di dire, di parlare. E' un momento di liberazione, di solito lo vivo come un tormento, un travaglio interiore, un logorio incessante. E' come una crisi di astinenza, dopo i silenzi, dopo la sedimentazione del pensiero. Allora inizio a scrivere senza rendermi conto del tempo, di quello che mi circonda. Divento quello che scrivo, il personaggio che parla per me, divento un periodo storico, una parete, un ricordo, un tetto, una strada, un insieme di volti, un incrocio di vite. In quel momento sono scrittura e sono il mio pensiero. Smetto di scrivere nel momento esatto in cui ritrovo uno stato di serenità che si manifesta come uno svuotamento, un capovolgimento delle cose, dall'ideale al reale. Allora osservo le parole sulla carta, come si osservano le fotografie antiche, quelle di una memoria universale e impersonale, che potrebbero appartenere ad ognuno e a nessuno, men che meno a me stessa. E divento critica, taglio, correggo, a volte rielaboro integralmente un pezzo, stavolta con distacco, con freddezza lucida. Quando me ne innamoro, abbandono il testo, lo archivio o lo pubblico in rete, insomma, me ne libero. |
 | Che tipo di lettura ti attiva la voglia di scrivere? non esiste un tipo di lettura standard, esiste la scrittura, il testo buono, quello che mi dice qualcosa. Quindi non so rispondere, molto e niente, questione di incontro. |
 | A tuo parere, quali sono gli ingredienti basilari di una storia? una buona trama, una trama che tenga, non dispersiva, concentrata, ma piena. Ovviamente i personaggi, che devono essere descritti perfettamente, devi sentirli muoversi davanti agli occhi, tra le parole, e ti devono coinvolgere con sentimenti di odio, disprezzo o amore. |
 | In che panni ti senti meglio: prima persona o terza? Prima persona anche quando sono terza. Quello che intendo dire è che per essere una terza persona bisogna sentirsi tali in prima persona, quindi calarsi così tanto in essa, da dimenticarsi della prima, incarnando la seconda. |
 | Che scrittori famosi ammiri di più? già detto, Sartre e Camus, ma anche Proust, Flaiano per tornare in casa, Pasolini, Wilcock, Montale, Calvino, Carver, Strand, Steinbeck, ... Diomio! non posso dire due o tre nomi assoluti, né distinguere tra prosa e poesia, passato e presente! Non ho miti letterari, ho il piacere di leggere e scoprire. |
 | Cosa rende un personaggio credibile? Come crei i tuoi? i miei personaggi nascono dalla vita, dall'osservazione, dai tic, dai difetti, dagli errori miei e altrui. I miei personaggi sono io in una situazione creata per essere altro da me, camminando nei panni degli altri. |
 | Sei altrettanto bravo raccontando storie oralmente? penso di sì, finora sì. |
 | Nel più profondo delle tue motivazioni, per chi scrivi? risposta scontata: per me stessa.
risposta accurata: per costruire un "inganno letterario" che calzi i panni di un chiunque in un presente storico, che sia oggettivo dato di cui serbare memoria. E' il dato della memoria quello che mi interessa insieme al gioco psicologico ed alla pressione che questo esercita su me, come su un perfetto chiunque che scopra la sua inutilità nell'ingranaggio del tempo. |
 | Si può scrivere come terapia personale? I conflitti interni sono una forza creativa? assolutamente sì, si può. Ma lo scarto lo fa il distacco da sé, quello che segue la spinta propulsiva iniziale; se ci si ferma a quella, resta solo il dato terapeutico. |
 | Ti serve il feed-back dei lettori? molto, sì, molto. |
 | Ti presenti a concorsi? Hai ricevuto premi? Ho partecipato come giurata, ma non ho mai mandato niente di mio ad un concorso e dubito che mai lo farò, anzi, ne sono fermamente convinta. Sinceramente non mi interessano i premi, mi interessa il mio lavoro. |
 | Mostri i tuoi bozzetti a qualcuno di fiducia per avere la sua opinione? Capita raramente che io mostri i miei lavori ancora in bozza, sarà capitato due o tre volte al massimo, non di più. |
 | Credi ti aver già trovato la "tua voce" o è qualcosa che cercherai eternamente? Ho la mia identità, la voce matura nel tempo e cambia, acquistando o perdendo qualcosa. |
 | Ti imponi una disciplina per organizzare orari, mete, ecc? Quale? ho una disciplina interna, senza una regola precisa, non rispetto orari, mete e situazioni, ascolto solo la mia necessità di dire o non dire; per il resto vivo nel disordine e la mia scrittura non può che esserne uno specchio, o una conseguenza. |
 | Di cosa ti circondi nel tuo studio di lavoro per favorire la tua concentrazione? Musica e libri sparsi, in eterno disordine, a portata di mano. |
 | Scrivi allo schermo, stampi con frequenza, correggi nel foglio….? Com'è il tuo processo? Taccuino, schermo, fogliacci sparsi. Di solito riverso tutto sullo schermo, a volte stampo, ma sempre meno, correggo a video generalmente. |
 | Che pagine on-line frequenti per condividere esperienze o informazioni? Il collettivo che ho fondato (Poetarum Silva http://poetarumsilva.wordpress.com ), il blog curato da Marotta (la dimora del tempo sospeso), Nazione Indiana, Noise from Amerika (dove tenevo una rubrica settimanale di poesia), facebook e pochi altri. |
 | Com'è stata la tua esperienza con case editrici? La casa Ed. è la Smasher e posso tranquillamente dire di godere con la mia editrice, Giulia Carmen Fasolo, di un gran bel rapporto di stima reciproca ed affetto, sicuramente duraturo. |
 | In che progetto stai lavorando ora? il mio prossimo libro di scritture, ma sarà un lungo lavoro di tessitura. ci vorrà molto tempo e me lo prendo tutto senza fretta. |
 | Cosa mi consigli di fare con tutti quei testi che continuo a scrivere da anni e che però non ho mai mostrato a nessuno? di tagliarli il più possibile, di fare una cernita ristretta e "cattiva" di cose buone e di mandarle a qualcuno che stimi, non per amicizia, beninteso. |
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