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Intervista a:

Paolo Emidio Angelini e la Musica [paoloemidioangelini] 


MUSICA
Cosa fai? Qual è la tua specialità musicale?
A me piace tutta la musica, ascolto tutto volentieri e nel creare musica e nel suonare sono assolutamente eclettico. Il mio primo amore sono stati i grandi gruppi rock degli anni '60 e '70, ma i miei studi sono stati di matrice classica. Ho studiato vari strumenti: percussioni e djembe, pianoforte, canto e chitarra. Fondamentalmente sono un chitarrista ma ho una buona preparazione sugli strumenti suddetti. Nella mia vita ho attraversato varie "specialità" musicali, dal punk a Fela Kuti, dalla classica contemporanea al jazz, dal coro polifonico alla musica sudamericana ed ho filtrato il tutto attraverso le mie capacità e le mie esperienze. Credo di avere uno "stile" e questo per un musicista ritengo sia fondamentale.
Lavori individualmente o in gruppo? Se è così, chi sono gli altri?
Lavoro individualmente. Ogni tanto con qualche caro amico/a. Penso che in parte la musica od almeno una certa musica si possa fare solo con persone con cui ci sia amicizia. Può suonare strano ma io la vedo così.
Alcuni indirizzi web dove possiamo ascoltare, vedere o leggere qualcosa dei tuoi lavori?
http://it.youtube.com/user/paoloemidioangelini http://chitarraepercussioni.blogspot.com http://www.myspace.com/paoloemidioangelini
Come hai iniziato a fare musica? Chi ti ha introdotto?
Fin da piccolissimo. Il mio primo maestro di musica fu il maestro di musica delle elementari. Avevamo un coro. Cantavamo Va pensiero, O sole mio, Mamma... ascoltavo vecchi dischi a 78 giri di Beniamino Gigli e Rock around the clock (il nuovo grido a 33 giri all'inizio degli anni '60). Ho cantato al Teatro dell'Opera con la scuola. Amavo cantare. Un giorno vennero a scuola a farmi un'audizione per la Cappella Sistina. Avevo una voce molto bella ma ero emozionatissimo e non cantai come potevo e sapevo fare. Non mi presero. A 14 anni cominciai le prime strimpellate con la chitarra... sentivo i Beatles di Come Togheter quando erano primi ad Hit Parade la trasmissione di Luttazzi. Mi piaceva quella musica, era elettrizzante. Il mio primo disco agli inizi del 1970 fu Abraxas dei Santana... e poi Acqualung dei Jethro Tull. Ormai strimpellavo tanto ma mi decisi a studiare tardi...
Qual è stata la tua formazione musicale?
Soprattutto classica. Ho studiato chitarra con un allievo di Gangi, Raimondo Giansereno un valente chitarrista ed un ottimo didatta, classico e moderno. Poi ho studiato canto e pianoforte classico ed infine percussioni e djembe con vari maestri africani ed italiani fra cui Umberto Vitiello.
Quando ti sei reso conto che la musica poteva essere un mezzo di sostentamento per te?
Dagli anni '90 ho cominciato ad insegnare musica ed ho proseguito finora. Amo la didattica ed il contatto che si stabilisce fra allievo e maestro. Ho avuto molti allievi che con me sono diventati bravi che ora suonano in giro per il mondo e che ogni tanto mi fanno avere qualche ottima registrazione.
Qual è il tuo processo creativo?
Non preparo niente, semmai ripeto tanto. Amo sovraincidere: i suoni si intersecano in modi insospettati e se sai suonare si intersecano anche bene. Se scrivo una canzone con un testo, questo mi deve sgorgare da dentro, poi può essere riveduto e corretto ma sostanzialmente deve essere tutto lì. Mi piace l'istintività, la semplicità, fare bella musica con la passione e pochi gesti semplici ed essenziali. Cerco sempre la ritmicità, per me è fondamentale... e la passione nel suonare, il perdermi nel senso del ritmo, lasciarmi andare, avere feeling. Se fai le cose con l'anima, anche le più semplici, il pubblico lo sente e lo apprezza e non ti molla più.
Ti sei mai svegliato con una melodia che hai costruito nel sogno?
No, ma ne ho sognate di bellissime
Qual è la parte del tuo lavoro che meno ti piace?
Il contatto con i manager della musica, con le agenzie... il lavoro di relazioni pubbliche che devi fare per poter suonare, per fare una serata, per far parte di un gruppo, essere il manager di te stesso... lo odio. E' uno dei motivi per i quali ho scelto come attività principale l'insegnamento. Qui in Italia purtroppo le occasioni di lavoro musicale mi sembrano assai limitate e quindi uno deve stare a sbattersi tutto il santo giorno per poter vivere con la propria musica... a San Francisco 20 anni fa, lungo tutta la baia c'erano circa 200/300 locali che ogni sera proponevano gruppi musicali ed il guadagno medio a sera di ogni musicista era di circa 200 dollari... ecco bisognerebbe che anche qui in Italia fosse così, ma purtroppo non lo è... e quindi preferisco insegnare e quando suono suonare con amici...
Con che frequenza provi?
Giornalmente, suono, studio e provo...
Come ti senti poco prima di salire sul palco?
Bene e contento di poter suonare
Che musicisti o gruppi ti sono serviti d'ispirazione durante la tua carriera?
Due fra tutti, che ho ascoltato tanto: Rolling Stones e Jefferson Airplane... e poi la musica classica. Quando si ascolta musica classica è come se le leggi dell'Universo - non solo della musica - ti entrassero dentro. L'armonia della creazione - non solo musicale - ti è disvelata, tutto è al suo posto, tutto è armonico, tutto è giusto. C'è Armonia Coerenza Equilibrio Conoscenza Tutto.
Che tipo di musica detesti?
Nessuna. Ci sono musiche bieche, la discomusic di cassetta americana, ad esempio... ma io in tutta la musica trovo qualcosa che può interessarmi quindi non ci sono musiche che detesto particolarmente. Al limite ci sono personaggi del mondo della musica che non mi piacciono, ma non li detesto...
Come ti vendi? Qual è stata la tua esperienza personale con discografici o agenti?
Non mi voglio vendere, se devo vendermi preferisco andare a lavorare fuori dal campo musicale (come poi ho anche fatto, sia quando mi mantenevo agli studi sia dopo).
Che altre cose hai fatto per guadagnarti da vivere?
Tante... per ultimo il tecnico ed il formatore informatico... beh sono un docente dopotutto...
Cosa consiglieresti a chi vuole addentrarsi in questo mondo?
Di farlo, la musica è un mondo bellissimo ed una grande compagna della vita
 

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Paolo Emidio Angelini e la Musica
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