Intervista a:Vittoria Patti [pokankuni]
EDUCAZIONE
 | Che materie insegni? Che tipo di alunni hai? Insegno Scienze (biologia, chimica, scienze della terra) nelle scuole superiori. I miei studenti hanno da 13 a 19 anni. |
 | Un link dove possiamo vedere quello che fai o il centro dove lavori? |
 | Che esperienze del passato ti hanno portato a dedicarti a questo? Come si sveglió in te la vocazione dell’insegnante? Inizialmente ho scelto di insegnare perchè la ricerca universitaria, a cui ero orientata avendo fatto un dottorato dopo la laurea, era diventata improvvisamente impossibile a causa di problemi familiari che limitavano la mia disponibilità di tempo.
Quando ho iniziato ad insegnare, però, ho scoperto che questo lavoro mi appassionava molto più della ricerca. Ho quindi continuato con piena convinzione, e quindi mi considero molto fortunata nonostante il cambio di progetto iniziale. |
 | Come definiresti la tua filosofia come docente? La persona dello studente è la cosa più importante. Insegnare è un servizio. Mi considero al servizio delle menti e dei cuori dei miei alunni - cioè della loro intelligenza e della loro emotività. Il mio lavoro è sviluppare la loro capacità di ragionamento attraverso l'insegnamento delle scienze. |
 | Che aspetto della professione rappresenta la maggior sfida per te? Quando non riesco a conquistare l'attenzione del gruppo-classe mediante ciò che insegno, rimango "disarmata": non so imporre l'ordine e la disciplina d'autorità. D'altra parte penso, come qualcuno ha detto, che i problemi di disciplina e controllo della classe siano essenzialmente problemi di didattica (di una didattica non abbastanza coinvolgente), quindi anzichè di sforzarmi di diventare più... temibile, sto cercando di perfezionare ulteriormente l'aspetto tecnico-didattico del mio lavoro. |
 | Che tipo di rapporto intavoli con i tuoi alunni/e? Sereno, disteso, rispettoso, estremamente leale. Dò loro fiducia, sempre. Li sollecito molto a rendersi autonomi e ad esercitare un sano senso critico. Cerco di stimolare ciascuno di loro a crescere, umanamente e intellettualmente, facendo leva sui propri specifici punti di forza. Quando fanno dei passi avanti, glielo faccio notare, gratificandoli; allo stesso modo, pur non minimizzandoli, non faccio loro pesare gli insuccessi (di cui sono fin troppo consapevoli: noto che in generale sono inclini allo scoraggiamento, e hanno una bassa autostima). |
 | Qual è il segreto per infondere curiosità nella conoscenza? Il segreto è semplicemente lasciar trasparire la propria curiosità, l'entusiasmo o almeno l'interesse per la propria disciplina. |
 | Qual è il tuo criterio sul dare compiti per casa, e sui voti? Pochi compiti. Molto studio, ma gestito con (progressiva, ma il più possibile ampia) autonomia. Per i voti: criteri di valutazione estremamente trasparenti e il più possibile oggettivi (fa parte della lealtà di cui ho già detto); l'uso di tutta la gamma consentita della scuola, dal due al dieci; infine, la forte sottolineatura che il voto è misura di una prestazione, NON giudizio sulla persona. |
 | È possibile insegnare/apprendere la creatività? Come? La creatività è una qualità che si sviluppa semplicemente usandola. Con i giusti stimoli. |
 | Come personalizzi l’insegnamento? In che modo gestisci i differenti livelli di studenti nella stessa classe? Cerco di capire in cosa gli interessi specifici di ogni ragazzo possono intercettare i contenuti del programma della mia materia, e lo stimolo ad approfondire le parti che possono coinvolgerlo maggiormente. A chi può dare di più chiedo di più.
Purtroppo l'ordinamento della scuola statale italiana impedisce di realizzare un autentico insegnamento personalizzato: c'è una forte tendenza all'omologazione, all'appiattimento delle specifiche individualità, scambiata per giustizia ed egualitarismo. E' una delle tante cose da cambiare. |
 | Sarebbe buono che gli insegnati avessero degli incentivi economici in rapporto ai risultati scolari degli alunni? Sarebbe bello... in un inesistente mondo ideale. In pratica è inattuabile senza creare nel contempo grandi ingiustizie (ho da poco riportato sul mio blog uno studio che dimostra questo fatto).
Gli incentivi economici sono di per sè una cosa buona, ma dovrebbero essere connessi a una serie di fattori complessa, cioè bisognerebbe tener conto di molti parametri. |
 | A parte più risorse, cosa manca nella scuola di questo periodo? Gli insegnanti dovrebbero stimare maggiormente gli studenti.
Le famiglie dovrebbero rispettare maggiormente gli insegnanti.
Gli studenti dovrebbero avere più fiducia in se stessi.
Tutto il resto è accessorio. La differenza la fanno sempre le persone. |
 | Com’è la tecnologia che utilizzi abitualmente durante le lezioni? Dipende da ciò che è disponibile nella scuola. Non ho ancora fatto esperienze con la LIM, ma sono molto curiosa. Mi piace molto fare lezione con le presentazioni, e anche ai ragazzi piacciono molto. Vorrei usare molto di più i filmati e in generale internet (blog, wiki, podcast, videoconferenze...).
L'arretratezza tecnologica delle scuole in cui ho lavorato finora è spaventosa: l'unica tecnologia realmente disponibile a supporto della didattica è solo la buona, vecchia lavagna! Mancano persino le cartine alla parete... mancano i proiettori, i lettori dvd, gli schermi televisivi; i computer sono pochi, obsoleti, imbottiti di virus; le connessioni a internet scarse e di cattiva qualità; il wireless assente! |
 | Alla luce delle nuove tecnologie, bisogna re-inventare la scuola, i suoi metodi e gli obbiettivi? La scuola è assolutamente da re-inventare, indipendentemente dalla presenza delle nuove tecnologie (che semmai sono un'opportunità in più). Perchè così com'è, se non altro, è mortalmente noiosa: basterebbe questa sola ragione. Come può essere utile un apparato che genera una tale incredibile quantità di frustrazione? |
 | Che qualità pensi siano necessarie per dedicarsi all’insegnamento? Amore per i ragazzi. Amore per la propria disciplina. Umiltà. Speranza. Spirito di adattamento. |
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[pokankuni] Vittoria Patti Milano, Italia
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