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Intervista a:

riccardo fenizia [rfenizia] 


CREATIVITÁ
Com'è successo che una persona come te abbia iniziato ad essere creativa? Perché?
La creatività assoluta è soltanto in Dio, a mio giudizio, se per creare intendiamo il fare dal nulla, non cioè fare a partire dal nulla, nulla che non esiste ovviamente, bensì fare qualcosa senza iniziare da nulla di pre-esistente. Ciò non significa che Dio crei qualcosa che poi si confonde con il suo essere, piuttosto significa che in maniera del tutto gratuita e per "espansione" d'amore partecipa l'essere a cose angeli e umoni, che altrimenti non avrebbero l'essere. Questa realtà, la nostra realtà, vive seconodo una necessità seconda, fondata in alio; si tratta della contingenza delle cose create, pur dotate di reale autonomia ma non assoluta in quanto possono essere e possono non essere; sono pertanto mantenute in vita costantemente dal Potere Eterno dell'Essere divino, che mai viene meno, Causa Incausata e liberissima. Dio non ci crea per necessità ma per amore. Da ciò deriva che io, ma anche ciascuno di voi lo è, sono immagine di Dio: vi è in noi la scintilla dell'essere divino che ci creò per cui aspiriamo ad essere liberi con lui...ma a questo punto si aprono due vie: la via del bene, ovvero vivere la mia libertà e la mia creatività, accettando i limiti della mia natura e liberandomi in, con e per Dio, che realmente potenzia ogni mia possibilità e aspirazione, rispettandomi delicatamente...vera creatività di un essere umano...e la via del male, cioè la ricerca spasmodica di una assoluta e totale indipendenza da qualsiasi regola e natura, regola vista erroneamente come esteriore limitazione della mia libera espressione; ma ciò comporta una superba e vuota infelice reiterazione egocentrica dell'affermazione egoistica dell'ego appunto, chiuso in se stesso, illuso di poter godere di una assoluta libertà, che sconfina in azioni spesso contro natura quasi che le violazioni della natura fossero trampolino di creatività. Questa ultima via, ubriacatura ed ebbrezza dionisiaca, porta inesorabilmente alle più perverse schiavitù e catene infernali; dopo una prima parvenza di grande originalità e creatività conducono alle più squallide ripetizioni meccaniche di azioni orizzontali e materialistiche per nulla creative La vera via della creatività è il contatto con il mistero divino, mediato dalla realtà circostante, sentimenti memoria affetti sempre sotto la vigile luce dell'intelletto aperto alla trascendenza, al Principio senza principio, dall'Essere Uno e Trino, uno quanto alla sostanza ma trino in sè, in una misteriosa vita di relazione intratrinitaria dell'unico Dio, come si legge negli antichi testi di grandi autori della tradizione cattolica, come nel De Trinitate di Agostino di Ippona... insomma, è accaduto che io abbia riscoperto la grandezza dei doni di Dio valorizzando la mia stessa libertà e responsabilità personale tale per cui non posso demandare ad altri il mio compito e destino, scritto del Libro della Vita, che include l'esercizio della mia liberà volontà...nulla di predeterminato...senza Dio, che liberamente e gratuitamente crea e conserva nell'essere per Amore eterno, non esisterebbe alcuna creatività, ma solo la necessità deduttivistica di un principio che si produce per necessità, come causa sui, senza spazio alcuno per la libertà, come nella visione spinoziana chiusa nel cerchio razionalistico ma irragionevole di un asfissiante immanentismo riduttivistico, in cui noi saremmo parvenze derivate per deduzione logica come manifestazioni del divino necessarie...un dio che si causi è un assurdo in se stesso, e tanto più è contraddittorio vincolarlo per necessità logica ad enti creati, imperfetti e fallibili, quali vediamo intorno a noi... la mia libertà e creatività si fonda proprio sull'esistenza di un divino Creatore intelligente e libero, che causa perchè vuole, e se vuole e come vuole e quando vuole, e pertanto rispetta i doni concessi essendo coerente con se stesso e indipendente, legato solo dall'Amore ,che è poi la sua natura e in cui noi e da cui viviamo...misteriose realtà e dimensioni di vera creatività ciao a tutti voi, augurio di creatività e vera libertà
SCIENZE
Di che ramo della ricerca di occupi? Qual è il punto focale della tua ricerca?
Il punto focale della mia ricerca è quello scientifico per antonomasia e di massimo rigore, ovvero la ricerca del senso e del significato delle cose e della vita umana, dell'universo, a partire dalle evidenza sensibili e intellettuali su cui ogni scienza si fonda. Come avrete compreso sto parlando della metascienza, che è scienza essa stessa anche se non nel riduttivo e parziale senso che oggi diamo alla parola "scienza". Infatti, impropriamente, oggi, con la parola "scienza" intendiamo alludere solo al metodo sperimentale che procede con induzioni parziali ed estrapolazioni, che fungano da base di ipotesi e modelli parziali utili a predire in modo che vi sia una ripetibilità come verifica sperimentale e riconducibile a modelli matematici. In questa parziale visione si tende oggi, erroneamente e ingenuamente, a credere che ci sia scienza solo all'interno di un modello matematizzabile e descrittivo di fenomeni naturali. In realtà io mi occupo della scienza dell'ente, la scienza dei primi principi e delle evidenze su cui ogni affermazione si fonda e di conseguenza può essere definita scientifica. I primi principi sono fondati nella stessa esperienza da cui e in cui l'intelletto li esprime. Essi sono necessari e da tutti devono essere ammessi, colui che li nega si autocontraddice dimostrando la propria ignoranza. Ecco un esempio: il fatto che il primo principio sia indimostrabile è una delle prime evidenze derivate direttamente dal primo principio stesso, che se siete interessati definirò in seguito dei dettagli. Chi nega che nella realtà vi sia un principio su cui ogni ente si fonda in quanto al suo esistere, e che vi sia altresì un principio del nostro conoscere su cui ogni conoscenza si fonda, nega l'evidenza e dice una falsità, infatti dovrebbe usare un principio per cui dice ciò, e allora sarebbe quello il primo principio, allora si sarebbe contraddetto. Ancora tentare di dimostrarlo significherebbe cercare un principio della dimostrazione, ma allora si cercherebbe un primo principio per dimostrare ciò, e se la ricerca non avesse fine non si dimostrerebbe nulla nè nulla sarebbe dimostrabile; bisogna pertanto dire che è evidente che il primo principio, in quanto primo, è indimostrabile poichè esso basa ogni altra dimostrazione, e tutte le scienze, di qualsiasi epoca e natura, devono averlo come base. Si può ancora dimostrare che chi lo nega lo deve usare. In sintesi: vi è un primo principio del conoscere, a fondamento di ogni scienza che sia realmente tale. Esso si ricava dall'esperienza, direttamente e necessariamente, ed è indimostrabile, infatti si può dimostrare che chi lo nega si contraddice per necessità, questa è una prova indiretta della sua perfetta validità e innegabilità. Per principio il primo principio è indimostrabile esso stesso, è di per sè evidente, ed è la prima evidenza delle cose e dell'io e di qualsivoglia realtà. Quando si riconduce a tale principio un' affermazione, attraverso gradi intermedi e mediati, allora si può dire che vi sia scienza fondata, altrimenti siamo nel campo delle opinioni o ipotesi. Pertanto ogni dimostrazione scientifica, sia essa di logica, di matematica, di fisica , di biologia...sarà scientifica solo a patto di poter essere ricondotta al primo principio. Ecco io studio la scienza delle scienze e vi saluto...ciao da Riccardo Chi è interessato al tema domandi o dica ed io risponderò volentieri
EDUCAZIONE
Che materie insegni? Che tipo di alunni hai?
Insegno filosofia, materia per cui e in cui ho impegnato la mia vita. Filosofia come ricerca della verità in senso sapienziale e radicale, anche esistenziale, ragione e fede come due ali per volare e apprezzare la vita e il mondo alla ricerca del senso. Sono giunto alla filosofia dopo due anni di studi prettamente scientifici: analisi I, Fisica I, Disegno Industriale, Geometria (con algebra delle matrici e proiettività), parte di Tecnologia Meccanica e Analisi II, Fisica II e Meccanica Razionale presso il Politecnico di Milano. Con la media di 25/30 superai il primo anno di ingegneria meccanica e poi iniziai a studiare le materie previste per il secondo anno, materie belle e affascinanti in cui il rigore sperimentale e razionale spaziava dalla geometria proiettiva piena di fantasia ad aridi calibri e contafiletti, passando attraverso modelli atomici come quello di Bohr-Sommerfield o altri, all'entropia, alla termodinamica... ...e proprio questi studi mi convinsero maggiormente della opportunità di passare a quella che scoprii essere la scienza delle scienze: la filosofia, non idealistica, non marxista, non cattolica, non kantiana, non nietzschiana, non sistema ideologico insomma, bensì LA FILOSOFIA che non può che essere metafisica nel senso classico e non moderno. Metafisica non è sapere astratto, essenze strane, pura teoria senza legame con le cose, non è sistema deduttivo a prioristico, NO! Questa idea di metafisica deriva da Kant, che la eredita da Wolff e da razionalisti. Essi partono dal pensiero e dall'idea, riducendo le cose a idee delle cose. Al contrario il mio senso metafisico parte dalle cose con rigore di idee e sentimenti per indagare la realtà e non soltanto il mondo ideale e interiore. Insegno per imparare a volare e a far volare con le due ali della ragione e della fede, partendo dal reale. Ho insegnato anche italiano e storia nei licei per due anni come vincitore di cattedra, a Brescia, e filosofia e psicologia a Nola per un anno, essendo abilitato anche in pedagogia e psicologia nei licei magistrali o pedagogici, oltre che per le scuole medie inferiori in materie letterarie. Ho alunni di ogni tipo di ambiente e provenienza socio-culturale e ambientale. Ogni uomo è irripetibile, per cui cerco di non esprimere giudizi ma di aiutare ed esigere secondo quelle che credo siano le possibilità di ciascuno, valorizzando il talento di ciascuno. Noto oggi carenze affettive, disagio nelle famiglie quando ci sono, carenze nell'uso della logica e della fantasia, ma molto desiderio di verità amore e libertà, lavoro sempre sul positivo e in modo positivo, almeno cerco. La vita richiede slancio e impegno generoso, estremo. Vi saluto con simpatia.
Un link dove possiamo vedere quello che fai o il centro dove lavori?
Il luogo in cui lavoro è la strada e il mondo, sono stato a Milano, Brescia, Como, Salerno, Napoli (attualmente) Il Centro Universitario in cui vivo : http://www.monterone.it/ Uno dei blog : www.pensaresenzapaura.blogspot.com L'Istituto presso cui tengo conferenze di filosofia: http://www.ipeistituto.it/ Rivista online in cui un collega mi invita a scrivere: http://www.simonescuola.it/disciplinae3/index.htm Primo articolo pubblicato nella rivista sul senso della filosofia come razionalità integrale: http://www.simonescuola.it/disciplinae3/4.htm Secondo articolo su scienza fede e filosofia (prima parte) : http://www.simonescuola.it/disciplinae11/5.htm Terzo articolo su scienza fede e filosofia (seconda parte): http://www.simonescuola.it/disciplinae12/4.htm Quarto articolo sull'Oriente, il Taoismo e la filosofia (sempre all'incontro tra scienza fede e filosofia con mente aperta). Questo articolo è diviso in due parti, una prima omogenea e una seconda suddivisa in pensieri sparsi, idee raccontate senza intento sistematico, spunti di riflessione: http://www.simonescuola.it/disciplinae13/5.htm Saggio di gnoseologia, o breve articolo, pubblicato in un libro e poi tradotto online http://www.veritatis-splendor.net/DocumentiVS/Fenizia%20R-Gnoseologia%20filosofica.pdf altri lavori sono in preparazione
Che esperienze del passato ti hanno portato a dedicarti a questo? Come si sveglió in te la vocazione dell’insegnante?
Quando ero giovane, adolescente, ero mosso dall'ideale di servire e aiutare il prossimo, divertendomi anche, con amiche e amici, in lieta compagnia. Ho sempre amato moltissimo il mare, lo sport, le ragazze, la vita in generale in tutte le sue manifesatzioni positive, vela, basket, calcio, tennis, gite in montagna, sci, nuoto, remavo spesso, tuffi, roccia con amici esperti, judo, taekwondo, karate, ancora oggi pratico le forme o kata, insomma sia anima sia corpo, sia spirito che carne. Gli studi e le letture mi condussero a concepire una missione per l'azione in ogni senso, così anche il periodo di servizio militare nel glorioso corpo dei Bersaglieri, 18.mo Btg Bersaglieri Poggio Scanno, a contatto con operai, impiegati, contadini forti e attivi pronti a missioni operative e rischiose, mi portava ad amare l'azione, ma a causa dell'uso di occhiali decisi mentre ero in servizio di leva, già laureato, di affrontare quattro concorsi a cattedra indetti con DM 23/03/90. Pensavo e penso, come ho detto già, dopo gli studi scientifici al Politecnico di Milano, seguiti al periodo di studi classici nel liceo tra Napoli e Milano (diploma liceo classico presso il Liceo Manzoni vicino Sant'Ambrogio a Milano), che più che gli aerei e i motori, le aziende e le industrie, la medicina o altro, la mia vera passione è la FILOSOFIA. Soltanto però l'aiuto di alcuni amici, e il rispetto della mia libertà da parte dei miei genitori (avendo già sostenuto con esito discreto e buono all'epoca, i primi esami del primo anno di ingegneria ), mi incoraggiarono ad adempiere la mia missione: vivere per e della filosofia, leggendo, insegnando e praticando arti marziali da autodidatta, pur se superando qualche cintura quando possibile (karate fino alla blu pur praticando sempre da quasi trent'anni). Pensai: mi sveglio e vado...dove? a fare cosa? perchè? Desideravo ricercare senza vincoli e aiutare gli altri...e in clima di democrazia l'insegnamento è la cosa principale, la più importante, educare e istruire giovani uomini e donne nel corpo e nello spirito, la cosa più nobile ed entusiasmante ! Ma la filosofia mi pareva anche fonte di dubbio, scetticismo, materialismo, relativismo, rifiuto dei valori....c'era qualche contraddizione....poi la scoperta della vera, io dico vera, filosofia - metafisica come riflessione rigorosa, che giustifica ciò in cui si crede e che si dice, giustifica come in tutte le scienze, non una filosofia non suscettibile di critica perchè ideologica, pace all'anima del grande Kant che era influenzato dalla visione illuministica (Ragione onnipotente, la Ragione che giudica la ragione ?! Autoreferenzialità impossibile e caduca) e delle scienze del tempo al punto da non capire che altro è la metafisica razionalistica di Wolff e altro, ben altro, è la metafisica di un Agostino o di un Tommaso, ma già di un Platone o un Aristotele, allora mi misi alla scuola di Jacques Maritain, di Etienne Gilson grazie ai consigli di un amico, Armando Fumagalli, e al professor Antonio Livi che pure mi incoraggiarono. Allora compresi meglio la mia vocazione di amore per la sapienza e totale libertà da travasare nell'insegnamento, da incanalare...poi che sia università che sia liceo mi era congeniale sia l'una sia l'latra opzione, anche se l'università mi attraeva solo quanto a ricerche metafisiche, il che non interessava alle università stesse, per cui scelsi volentieri il liceo tramite i concorsi. Sono grato a Dio della vita delle possibilità del sacrificio e devo dire che non si conosce ancora il valore e l'importanze del ruolo dell'insegnante (è trattato alla stregua di un fattorino, o di qualsiasi lavoro anche manuale che non ha però lo stesso grado di rilevanza sociale verso il bene comune, pur avendo ogni lavoro umano importanza e dignità). L'insegnante lavora sull'uomo, la sua industria è la vita spirituale degli esseri umani, dovrebbe essere a mio giudizio il meglio pagato e rispettato, ben scelto e motivato, con opportunità di formazione all'estero, viaggi, studi, letture, scambi, etc (mentre io ci penso tre volte prima i comprare una camicia)...ma la vocazione non è legata al denaro, anzi...con simpatia vi saluto !
Che maestro o maestra ti hanno influenzato/a maggiormente, e perché?
Dal punto di vista del metodo, credo l'influenza maggiore sia stata quella del maestro della scuola elementare, che mi trasmise passione, disciplina, metodo di studio e lettura, si chiama Mercogliano e usava anche tecniche ormai ritenute obsolete, superate, esigenza e comprensione. Ritengo però che l'imprinting fondamentale avvenga in famiglia, dal modo in cui i miei genitori si ponevano verso lo studio e i risultati da me conseguiti. Osservavo i libri che mio padre leggeva, romanzi, fantascienza, classici e pur, essendo ingegnere, senza nulla dire, mi coinvolse nella gioia della lettura, ma con una minima selezione e "censura" orientando più che vietando...anzi ricordo di aver avuto sempre la massima libertà, nonostante quanto si dice circa l'educazione cattolica (i miei genitori sono dell'Opus Dei, Istituzione della Chiesa Cattolica spesso a torto e per ignoranza demonizzata, sui giornali come nel cinema, già da quando ero bambino sentivo giudizi e attacchi, ma poi guardavo i miei genitori, sentivo il grande rispetto per la mia libertà e capivo che significa "pregiudizi", maturai ancor più desiderio di verità). Il vero maestro è interiore, è una luce che ci guida nell'assecondare coloro che prestano il loro servizio alla natura, come nel David di Michelangelo, ognuno di noi è un gioiello, il maestro esteriore deve far venir fuori il meglio che è in ciascuno di noi, cooperando con la natura. Vi saluto con simpatia
Come definiresti la tua filosofia come docente?
La mia filosofia come docente è quella che potremmo dire relazionale; infatti, cerco di creare una relazione comunicativa di comprensione ed esigenza con i miei alunni. Li considero persone, ciascuno irripetibile e con ciascuno mi relaziono per aiutare la natura, e la natura dell'uomo presenta caratteri comuni, "sostanza individuale di natura razionale", definizione da ampliare e approfondire. La razionalità qui potrebbe intendersi come spiritualità inetndendo l'uomo un essere personale spirituale capace di relazioni, con facoltà di intelligere e di volere, cconscere la verità e volere il bene, con libero volere, con una volontà libera; ma lo spirito è uno che ama , che conosce, che desidera. Soprattutto cerco di aiutare i giovani a desiderare, nel rispetto di valori con portata metafisica, in senso classico, cioè fondati nell'essere delle cose. L'uomo è un essere creato, nato, libero e responsabile, non si riduce ai suoi atti, piuttosto i suoi atti presuppongono una natura, per così dire è già fatto ma si fa in qualche modo con l'esercizio della sua libertà nel lavoro, nell'impegno, nello studio. Insomma non posso insegnare senza considerare coloro con cui lavoro, la loro natura, la loro irripetibilità, il destino comune che condividiamo, l'aria comune che respiriamo. Posso aiutarli a conoscersi, a crescere intellettualmente con i contenuti che trasmetto, soprattutto con l'esempio che cerco di dare, e che non può essere finto o artefatto, se ne accorgono presto e perdo credibilità. Il discorso continua , è complesso. Ciao da Riccardo a tutti voi.
Che aspetto della professione rappresenta la maggior sfida per te?
Essere sempre creativo, rifuggire dalla ripetizione meccanica, scoprire quel qualcosa di divino che c'è in ogni realtà e tocca a noi scoprire, come diceva un uomo sapiente e giusto. Per ottenere questo stato credo sia necessario vivere la propria professione come realizzazione nel servire gli altri e nell'amare, in tutto ciò che si fa. Allora io cerco di evitare che la professione assorba tutte le mie energie, poichè il lavoro è strumento e non fine ultimo. Nonostante ciò pongo il massimo impegno mentre lavoro, con tutto me stesso, pur riservando uno spazio di libertà interiore. In tal modo non consumo ogni risorsa, perdendo poi il senso ultimo di ciò che faccio. Ciao ciao da Riccardo; sono disponibile a rispondere alle domande eventuali, saluto tutte e tutti con affetto
FILOSOFIA
Cos'è per te la bella vita?
la bella vita è una vita animata da grandi ideali e desideri, una vita posta al servizio degli altri senza preconcetti, aperta al dialogo con l'essere delle cose, con l'uomo, alla ricerca della verità ultima. Una vita che non si chiude davanti al senso delle cose, nascondendosi dietro le ideologie chiuse, dicendo a se stesso è impossibile andare oltre, anzi una vita che sappia interrogarsi sull'oltre, perchè no? . Alcune filosofie, con buona pace di Kant, si sono precluse alcune vie di ricerca con la scusa della inconoscibilità del noumeno, dell'essenza delle cose, confondendo la finitezza dell'uomo, che non conosce tutto e subito, con l'impossibilità di conoscere la verità delle cose, che invece è conoscibile dall'uomo pur se non esauribile. In questo modo la filosofia ha tradito se stessa mortificando l'autentico spirito filosofico, quello che ricerca la verità senza paura e senza pregiudizio. La conoscenza è possibile, la realtà è bella, significativa e conoscibile pur tra errori e con umiltà. Ma umiltà non significa gettare la spugna e rinnegare la verità delle cose o autoimporsi limiti arbitrari, imitando modelli delle scienze sperimentali dove è giusto non sconfinare arbitrariamente nella filosofia o nella teologia; ogni scienza ha il suo metodo e il suo punto di vista. Anche la filosofia ha il suo, e non è quello della bella chimica o della bella biologia o della bella fisica, è quello che si chiede, per poi rispondere: che cosa è la bellezza? ciao ciao da Riccardo
Qual è il segreto della felicità?
Risponderò appena possibile..ehm..tempus fugit. Eccomi, il segreto della felicità e la chiave del successo non è nell'esito materiale delle nostre imprese e azioni, bensì nella correttezza e cortesia dello spirito con cui ci rapportiamo al mondo, con gli altri, e soprattutto con il mistero di verità da cui proveniamo e in cui siamo e viviamo. Anche nell'antica visione cristiana, come in altre concezioni antichissime, le galassie e l'universo, la vita e l'uomo, tutto ha una unità e una origine comune. Basti pensare ai recentissimi studi sul Big Bang e sul Muro di Planck ( la Singolarità iniziale e le Singolarità legate ai cosiddetti buchi neri - ma qui lasciamo il campo alle polemiche accese tra scienziati della fisica e più ancora ai matematici, rinvio al testo di Igor Grichka Bogdanov, Prima del Big Bang, di estremo interesse e attualità e alle battaglie, ideologiche o meno, di scienziati e scientisti, che nascondono la paura delle domande ultime). Ecco, - dicevo - il segreto della felicità è nello spirito di ciascuno di noi, spirito che unifica il senso e il respiro della nostra vita psicofisica. E' dalla radice, dal centro, dal cuore che si diparte e che parte verso la periferia e ritorno, con moto a spirale per così dire, la felicità che noi possiamo, se e solo se vogliamo, condividere con il Principio divino, lo chiamo ora così. Questa Vita perfetta, Essere perfetto, detto da filosofi antichi Sommo Bene o Uno, che evidentemente è già felice. Lo spazio-tempo non è originario, ma originato dall'eternità, che ovviamente non registra un prima e un poi. L'eternità è più, e non meno, che il tempo e le nostre quattro dimensioni, o quante gli scienziati (qui parlo non della scienza filosofica ma della scienza moderna, sperimentale) via via ci indicheranno. Insomma noi vediamo dal tempo verso l'eternità, ma, come dico nel mio blog (www.pensaresenzapaura.blogspot.com) a più riprese, la chiave della felicità la si ritrova nel cammino a ritroso...fermati ! Rallenta ! Respira ! Non ti agitare invano ! Guarda le cose dall'eternità verso il tempo. La chiave è nell'eternità, finchè ti agiti la tua agitazione e la mia è solo perdita e sconforto, prima o poi, spesso prima, malumore e depressione. Direi che la direzione di ricerca dell'uomo contemporaneo è viziata da molto materialismo, innestatosi attraverso filosofie, a mio modesto giudizio (ma pronto a dimostrarlo ! Subito e testi alla mano, davanti a chiunque, a patto che chi critica esprima con chiarezza e serietà il tema da dibattere...come sapete ci sono vecchi trucchi sofistici per sfuggire alla discussione cambiando i termini surrettiziamente, di nascosto insomma)...-dicevo - filosofie superficiali e senza rigore fondativo, come il marxismo (ideologia obsoleta e fallita proprio ove essa si autoproclamava scientifica: il campo della storia e dell'economia), il positivismo, l'idealismo assoluto, l'irrazionalismo (autocontraddittorio: se non c'è ragione e logica inutile ragionare) etc. Ebbene queste visioni, divenute una sorta di fede indiscussa e indiscutibile pena la estromissione da centri di cultura, editoria, giornali, etc, similmente a come la cultura era diretta nel fascismo, nel nazismo e nel comunismo ancora oggi in paesi non liberi, ci impediscono ancora di attingere alla semplice vita, al semplice contatto con le cose, con la verità, con l'onestà che sole ci rendono felici. Una è la filosofia che non ha spezzato i legami col "taumazein", col "meravigliarsi" di aristotelica memoria : la metafisica dell'essere delle cose, e per analogia (concetto chiave, questo di analogia, usato anche nelle scienze per progredire) lo studio dell'essere in tutta la sua portata; forse Dio "è" più di quanto noi "siamo" ? Riflettiamo, si può applicare a Dio il verbo essere, a che condizioni, che significa? Non mi si dica inutile domandarselo, perchè allora ogni scienziato e studioso dovrebbe non porsi interrogativi, e chi lo ha stabilito ? Io e voi siamo uomini liberi di pensare, di capire, di ragionare, di vivere, guai a chi violenta la intima libertà di amare e pensare in verità, senza schemi preconfezionati; ....vi consiglio di osare, ben oltre il buon Kant il cui pur desiderato volo si è arenato in una illusione di onnipotenza illuministica, la Ragione che giudica se stessa, cosa impossibile, illusione -ormai superata, dagli anni '30 (cfr Teorema di Godel), di autoreferenzialità. Direi che, oggi, adesso, è giunta l'ora di recuperare il sogno metafisico di Kant, proprio criticando una volta per tutte la critica di kant, da cui originano gli idealismi, che pur restano intrappolati in quello che chiamo affettuosamente "forse involontario dogmatismo kantiano", troppo figlio del proprio tempo. Aspetto l'invito di qualche università per poter avere una cattedra di Metafisica. Già provai qui a Napoli, ma il buon professor Pasquale Mazzarella ( http://islab.dico.unimi.it/phmae/mazzarella.htm) con cui lavoravo sull'actus essendi e poi il noto studioso di Spinoza, Piero Di Vona, con cui studiai Jacques Maritain, mi fecero intendere che la metafisica era anzi osteggiata dall'establishment per cui decisi di studiare liberamente, e così faccio, dedicandomi all'insegnamento nei licei di stato, pur grandissimo compito, e bellissimo, di cui non sono per nulla pentito. Ma addolorato sì, per l'Italia e per il mondo, per la cultura, perchè università che avanzano senza metafisica sono centri di potere non più di cultura, senza voler generalizzare, e pertanto non hanno visione, non hanno libertà e rigore se non in metodologie astratte, ristrette, lontani dai problemi reali, non hanno occhi per vedere, la metafisica fa luce, non "serve e non è serva": cos'è scienza? Cosa sono le scienze? Che significa scire? Prima di soggetto e oggetto, c'è l'uomo, le res, la vita. Che senso ha il vivere? Cos'è l'anima ? Cos'è lo spirito? Cos'è l'uomo, anima e corpo, spirito mente e anima cosa sono e dove sono ? Il mondo l'anima e Dio, il cuore cioè delle domande dell'uomo, senso e ragione, è stato trafitto con il semplice quanto fasullo pensiero: queste cose sono troppo oltre ! Gravissimo: come se uno scienziato dicesse che il suo oggetto è troppo complesso, ahi ahi ...e che scienziato è ? Avete mai letto le opere di quelli che la scienza l'hanno fatta davvero ? Essi attingevano a domande di ogni tipo, altro che mettere tra parentesi i problemi propri di un sapere, lo approfondivano da diversi punti di vista....Io vorrei tenere un corso in qualche università disposta ad investire i suoi soldi in corsi del tipo: De Anima oppure : De Deo...qual è il problema ? Benvenute ricerche, ma...attenzione, non solo pubblicazioni, articoli etc etc ma libero dialogo con giovani attenti e motivati nel capire, dialogo diretto, vero, socratico ...non vane ricerche di spiccioli e raccomandazioni pur di pubblicare qualcosa, questo non mi piace per nulla ! E lo sottoscrivo, senza polemica con chi si è visto costretto a squallide trafile per un posticino di ricercatore o per un banale dottorato...e ve ne sono di studiosi seri e validi !! Ciascuno di noi deve seguire la sua via in libertà e coscienza. Ecco, noi adesso siamo felici..auguri a tutte e a tutti , con simpatia da Riccardo
Cos'è un amico/a?
L'amicizia è una relazione interpersonale, coinvolge la persona che è sempre in relazione, con sè con Dio con gli altri col mondo. L'amicizia è una relazione, un legame soprattutto spirituale che va alimentato e sostenuto in una reciprocità di scambievole donazione disinteressata. L'amico si dona gratuitamente agli altri. La donazione implica libera e responsabile volontà nel perseguire il bene proprio e comune, allora l'amicizia non è complicità nel vizio, cioè nel perseguire beni egoisticamente, in modo non conforme alla natura (se volete poi spiegherò il significato di natura). L'amicizia autentica è difficile e arricchisce gli amici in relazione. Il re Davide aveva un amico talmente amico da essergli più vicino delle sue mogli e delle sue molte donne e concubine, pur non avendo con lui relazioni di tipo sessuale, sarebbe stato contro i principi etici, naturali, religiosi e sociali; qui si parla della concezione del santo re Davide del Vecchio Testamento. Anche la madre, il padre, il fratello, la fidanzata, la moglie, il marito, sono amici ma ciascuno secondo una diversa modalità. Vi è - credo - un nucleo comune. La bellezza dell'amicizia è nel fatto che non vi sono limiti e confini, anche nel numero di amici, in un certo senso; infatti, dipende dall'apertura del nostro cuore. L'amicizia si innesta nella vita materiale, ha manifestazioni anche materiali, ma è di natura spirituale, vive oltre la mera affettività primaria e istintiva, è più profonda la relazione di amicizia rispetto alla semplice empatia o simpatia. L'amicizia è anche impegno e sacrificio, fino alla morte fisica, supera la morte fisica, viaggia e permane in eterno. Due veri amici sono amici per sempre, il tempo e la distanza non scalfiscono l'amicizia, a patto che sia nata bene, vera e solida. Una volta nata non muore. E' spirituale. Come anche l'amore vero per una donna. Come anche l'amore per Dio. L'amicizia è una forma di amore. In un circolo a spirale tutti gli amori vengono da Dio (questo concetto richiede approfondimento e si può giustificare ragionevolmente, chi desidera me lo chieda) e a lui conducono. Cristo morto e risorto, come la storia documenta e come la fede cattolica attesta e comunica, ne è una conferma. Dicono i Vangeli che Cristo disse ai dodici, e a tutti, "non vi ho chiamato più servi ma amici". Grande cosa è l'amicizia, ci sono tante amiche e tanti amici quanti ne voglio, ci vuole però anche corrispondenza per completare l'amicizia, pur se non vi è l'esclusività, legata alla corporeità, che richiede il rapporto tra un uomo e una donna. Quante donne posso avere ? Soltanto con una posso avere intimità sessuale e coniugale autentica, da persona a persona, altrimenti avrei un rapporto con corpi diversi ma non un vero rapporto interpersonale pieno libero e totale, uno a una. Mentre nell'amicizia posso essere del tutto vero amico di molti e per molti, senza confine. Ci sono persone che vedo di meno ma sono più amici di altri con cui magari mi trovo a stare per circostanze varie. Insomma l'amore è uno ma in varie e diverisficate forme, tutte grandi ed entusiasmanti. Auguri di felicità a voi tutte e tutti, ciao ciao da Riccardo
La tua filosofia della buona salute
Risponderò poco alla volta. La buona salute implica il concetto di bene e di salute. Il bene è realtivo all'essere, il bene è ciò che è desiderabile, ciò verso cui si tende, e quindi qualche cosa che è strettamente legato all'essere stesso delle cose. Una cosa si dice buona quando arricchisce secondo natura sè o altro da un certo aspetto (specificherò meglio). Essere in buona salute per me significa cogliere il bene con l'intelligenza e con il cuore, corpo mente e spirito: servire la verità è piacevole e conferisce pace e benessere, siamo centrati e felici, anche se pronti al sacrificio estremo. Altre felicità sono palliativi, illusioni vane e passa la felicità terrena, alti e bassi, noia e tedio si alternano a momenti di apparente felicità. La salute vera è spirituale e ridonda poi nel corpo e negli altri, nel contesto. Siamo liberi di essere liberi dal contesto per interagire con gli altri, con Dio, con noi stessi in vera felicità pur se non totale. La salute fisica deriva e aiuta al contempo quella spirituale, sono interconnesse, mai avere aspettative di eternità da ciò che è caduco e terreno. Ergo: la felicità terrena è parziale e così la salute e il benessere terreni sono relativi...all'assoluto. Centrare significa porsi a confronto con la trascendenza e con l'eternità. Almeno riflettere, sconfinare......ciao ciao da Riccardo, aspetto le vostre osservazioni, critiche e domande...il tempo è poco per cui vi saluto..buon anno !!!
Esiste l'anima?
Certo che esiste, altrimenti non esisterebbe la domanda stessa ! L'anima è forma del corpo, in unità psicofisica, è immateriale perciò non soggetta alle leggi della materia. Quindi si può dire spirituale e incorruttibile...ma noi moriamo ?! Infatti, essa sopravvive al corpo quando esso di degrada e decompone, ma ha un destino ulteriore, misterioso, poichè il fatto che non so dove vada, per così dire, non implica che essa sia materiale, piuttosto ne conferma la immortalità per la sua immaterialità. Allora si aprono altre domande e vi sono alcune risposte che darò gradualmente...mente, spirito, anima, psiche, pneuma a volte sono usati come sinonimi ma....ciao ciao da Riccardo Eccomi....allora, adesso che sono morti sei militari italiani io prego per loro, proprio in quanto credo che siano ancora viventi anzi direi più consapevoli di noi, ma ritengo che le scelte decisive si facciano qui fino a prova contraria ! Cioè, seguendo la ragione, mi rendo conto che qui, adesso e ora, io sono responsabile dei miei atti, compiuti liberamente, per cui se non sono giudicato qui sarò certo giudicato da Colui da cui derivo. E non è razionale nè scientifico credere che io provenga da un principio non intelligente e non benevolo e giusto, infatti il meno esige il più, il nulla non c'è per cui se c'è qualcosa c'è l'Essere necessariamente necessario in sè e sovranamente libero, altrimenti ci sarebbe il nulla posto che l'universo esiste, e non è nè necessario nè sovranamente libero, per quel che la scienza e la ragione ci insegna. Insomma la ragione mi guida verso un orizzonte che poi la supera ma non la contraddice....la ragione se ben usata, credo, apre vie e mostra dimensioni altre...ciao ciao da Riccardo, auguro pace e riflessione alle vostre e alla mia anima....e anche al corpo con cui e in cui viviamo per quel che noto. L'anima informa e vivifica il corpo che sento mio in ogni sua parte... Certo qualcuno dirà "ma l'origine potrebbe essere non razionale", la risposta è no! L'origine è altro da noi ma essere e certamente intelligente e personale infinitamente più di quanto noi lo siamo. Ciò per quanto ho detto sopra, cioè che il più non può provenire in ultima analisi dal meno: è semplicemente impossibile e falso. Se io non ho capacità non posso fare ciò che richiede tali capacità. Prima esiste in atto la capacità poi può seguire l'inferiore. In origine vi deve essere un Essere Perfetto sotto ogni profilo, eterno e autorefenziale nel senso di in tutto autosufficiente proprio perchè l'universo e noi non siamo in tutto autosufficienti. Un Essere semplicissimo e non diviso in parti dipendenti le une dalle altre. Un Essere Giusto e Buono in modo così eccellente da essere per noi incommensurabile. Ma certo più e non meno di quanto è visibile. Già gli antichi a volte veneravano non il palazzo, ma il re che risisedeva in esso. Così è stupido adorare la natura che è altro non è che il palazzo comandato e abitato misteriosamente dal Signore dell'Essere, che è molto più vivo e reale di colui che crede che lui non esista. Ciao ciao da Riccardo....qui si sposta il tema...e , attenzione ! Il rispetto e l'amore per la natura aumenta perchè il motivo di esso è superiore, ovvero io rispetto la natura e l'universo addirittura per rispetto all'Autore di essa, che è ancor più bello e meraviglioso, in cui è ogni delizia, a livello incredibilmente stupendo...
Dove finisce la scienza e dove inizia l'ideologia?
La scienza è conoscenza certa attraverso le cause partendo dagli effetti e fondandosi sulle prime evidenze. Richiede attenta osservazione del reale. Deve essere condivisibile dagli altri e le sue conoscenze sono dimostrabili, in ultima analisi sono ricondotte alle prime evidenze di cui ho detto sopra: i principi primi dell'essere e perciò anche del conoscere. Il primo di essi si enuncia così: "una cosa non può essere quello che è e altro da quello che è nello stesso tempo e dallo stesso punto di vista", da non confondere con il principio generico A=A, poichè quest'ultimo si presta a manipolazioni dialettiche falsificatrici e ingannevoli in quanto non tien conto del mutare nel tempo, del divenire reale, per cui una cosa può essere adesso diversa da come sarà dopo almeno per qualche aspetto o per un cambiamento sostanziale (da carta a cenere per esempio). La scienza può essere filosofica se procede con metodo filosofico, che è la scienza prima o fondante o fondamentale, la scienza delle scienze, quella che dimostrando verità relative all' essere in quanto tale ha il punto di vista più generale e rigoroso in assoluto, ma meno specialistico e particolare - la filosofia è una scienza dell'intero, delle cause radicali, della sostanza, si occupa anche dell'anima, del mondo e di Dio (in questo senso la filosofia di Kant ad esempio si autoriduce in un ambito meramente fenomenologico e soggettivo pur se trascendentale, per cui non assurge a livello di scienza ! Direi che quella di Kant risulta un'opinione filosofica più che una vera scienza, a differenza della scienza filosofica di Aristotele - oppure la scienza può essere scienza particolare con metodo e oggetto particolare appunto, come la matematica, la fisica, la chimica etc Ciò che cambia è il punto di vista e il metodo di indagine e di studio, gli strumenti per la dimostrazione. Vi è però un metodo e uno strumento comune: quelli che la filosofia indica, e da cui nessuna scienza seria può prescindere, come la logica comune naturale, l'uso della ragione discorsiva e del procedere dimostrativamente a partire dai primi principi che sono comuni a tutte le scienze ma che sono individuati, enunciati e provati in sede filsofica. Per tali ragioni la scienza facilmente diventa ideologia quando essa è asservita a interessi e finalità pratiche che ne influenzano il rigore e ne falsano i risultati e la sincerità dell'indagine. Ergo, senza una corretta e vera filosofia che non sia mera opinione o certezza soggettiva facilmente la scienza slitta verso l'ideologia. Soltanto la filosofia come metafisica autentica, e non in senso razionalistico postcartesiano - infatti la metafisica razionalistica postcartesiana è stata giustamente valutata come non scienza da Kant in quanto lui stesso si rifaceva al metodo delle scienze seconde non avendo colto il metodo, il senso e la portata della metafisica pur avendo desiderio metafisico perchè guardava a modelli piuttosto che al reale - può indicare il confine tra scienza e ideologia. Già il ritenere scienza soltanto le scienze sperimentali e particolari è ideologia poichè per dimostrare ciò dovremmo fare esperimento. Ma cos'è un esperimento ? domanda filosofica metafisica. Chi controlla l'esperimento? Non posso sperimentare mentre sperimento, insomma il discorso è filosofico non scientifico, perciò se non è scienza la filosofia tanto meno lo è la scienza sperimentale....ciao ciao da Riccardo, continuo.......domandate pure o criticate nel merito ! saluti
Cos'è la bellezza?
La bellezza è l'armonia nascosta, che si rivela in molteplici forme e percezioni nell'arte e nella vita. Io credo, con gli antichi, che la bellezza sia uno dei trascendentali dell'essere, ovvero l' ente o res (la cosa che ha l'essere, che esiste), uno, vero, buono, bello, poichè ogni cosa per il fatto stesso che ha l'essere, che esiste, che è, ha un grado anche minimo, sempre e necessariamente, di unità, di intellegibilità rispetto ad un intelletto che la considera, cioè di verità, di appetibilità, quindi di desiderabilità per qualche aspetto, cioè di bontà, e di armonia, di bellezza, che è un aspetto della bontà in qualche modo. I trascendentali: unità, verità, bontà e bellezza, sono gli attributi coincidenti con l'essere stesso, perchè non vi è ente che non sia uno, vero e buono. Infatti, se proviamo a pensare a qualsiasi cosa... anche una sola cosa della realtà, che non abbia una sua unità, verità, bontà e bellezza, vedremmo che è impossibile trovarla. Ovviamente qui parlo del piano metafisico, ontologico, non parlo dell'analisi morale degli atti umani, ove entra in gioco la libera volontà che può produrre danni e difetti nelle cose belle e buone del reale; ma la causa del difetto e del male non è certo la natura esistente, di per sè buona, quanto piuttosto l'autodeterminazione volontariamente cattiva dell'uomo o di chicchessia. E la stessa libera volontà, pur se usata male, di per sè è un bene. Questi, che ho chiamato trascendentali dell'essere, sono quegli aspetti che riguardano l'essere in quanto tale, l'ente, per il fatto che ha l'essere, ha unità, verità, bontà e bellezza. Quindi queste caratteristiche sono convertibili con l'essere stesso nel senso che il bene è ente, ma anche il buono è ente e viceversa. Insomma i trascendentali sono predicabili anche dell'essere per essenza, dell'essere stesso originario, in modo analogo, salvando le differenze, si può quindi predicare di Dio la sua bontà, verità e bellezza. Anzi Dio è il Bene, il Vero, il Bello, la Bellezza stessa, proprio perchè Dio è per essenza, la sua essenza è l'essere stesso, e allora di lui più che di chiunque altro si potrà dire che al massimo grado è Uno, è Vero, è Buono, è Bello, anzi è la Verità, la stessa Bontà, la stessa Bellezza. Per me tutto è bello, ammiro ogni cosa dell'universo, dal microcosmo al macrocosmo, dalla bellezza della donna e della creatura alla bellezza della musica, del canto, del vento, della tempesta, delle nuvole in cielo, dell'amicizia, dell'arte, della poesia, della teologia, della fisica, di uno sguardo, di una visione intellettuale....direi che è sconfinato il campo della bellezza. Tanto sconfinato quanto il campo dell'essere. Quante sono le cose che suscitano armonia, piacere estetico ? Indefinite e si perdono i confini....aspirazione sempre vivente, appagata, appagante e rilanciata sempre oltre....insomma per me la vivente bellezza è lo stesso Dio che intravediamo nelle sue impronte visibili che ci proiettano verso l'invisibile. Infine direi che la bellezza è ad un tempo soggettiva in quanto vissuta da noi ma oggettiva in quanto Dio è la Bellezza stessa. Tante vie una via, la verità c'è ed è bellissima, tanto che ne vediamo riflessi variopinti. Ciao da Riccardo
Chi è Dio?
Dio è il Principio di ogni cosa esistente, di qualsiasi tipo essa sia. Poichè noi osserviamo la realtà dagli effetti, vediamo cose già fatte, nature già ordinate secondo un fine che le trascende tenendole tra loro tutte collegate, la causa prima non può che essere incausata, altrimenti avremmo un regresso all'infinito, cioè nessuna causa incausata e per conseguenza nessun effetto, il che è falso perchè noi e la realtà circostante ci siamo. Da tutto ciò si evince, con evidenza mediata fondata su evidenze immediate di alcune cose esistenti come effetti sopra descritti, che Dio è un Essere Unico Assoluto Perfettissimo Pienezza di vita Vita per eccellenza Amore Buonissimo Intelligente e Personale infinitamente più e meglio di noi, suoi effetti liberamente voluti, Sovranamente libero altrimenti sarebbe succube dei suoi stessi effetti, il che lo riporterebbe a livello di effetto tra gli effetti. Insomma Dio è Bellezza Infinita Potenza Indefinibile Reale infinitamente più di noi Beatitudine perfetta e istantanea Eternità senza tempo, Ipsum Esse Subsistens, Dio è Colui che è !! ciao ciao, aspetto le vostre obiezioni con piacere, saluti da Riccardo a tutte e a tutti
Che c'è dopo la morte?
Per vivere con dignità e senso bisogna dapprima affrontare il difficile tema del dopo la morte, della morte stessa. Infatti, di tutto siamo incerti tranne che del fatto che moriremo, sarebbe stupido preparare un libro, un matrimonio, una laurea, studiare senza pensare che queste cose magari non le faremo mai perchè saremo morti prima; per cui è meglio e ragionevole dapprima risolvere e studiare in qualche modo la questione della morte e della vita oltre la morte, se c'è o non c'è un al di là, e poi fare altro. Insomma, taci, fermati e ragiona ! l'uomo fugge da se stesso, ma non sfuggirà la morte, tu ed io certamente moriremo, allora supera la paura e affrontala !!! auguri di buon viaggio. Dopo la morte c'è una vita migliore, infatti la morte viene detta da alcuni prima o seconda: la prima morte è quella fisica che dà accesso alla vita duratura, la seconda morte è quella peggiore, la morte dello spirito, si può essere vivi ma si è morti, allora dalla seconda morte non c'è ritorno, dura oltre la prima morte. Ovviamente ciò sarà vero se è vero che esiste Dio, che premia e punisce secondo giustizia e misericordia, se è vero che abbiamo un'anima immateriale e pertanto immortale e spirituale. Ciò si può argomentare e lo faremo in seguito, in parte già ne parlammo, ciao ciao a tutte e a tutti, accetto volentieri domande e un sed contra, obiezioni, ciao e buone feste !! felici e spirituali! Riprendo il dialogo: dopo la morte c'è qualcosa che c'era prima e durante la vita, la vita nostra personale, e la vita dell'universo tutto, si svolge nell'essere partecipato dall'essere per essenza. Essere per essenza, cioè un essere la cui essenza è proprio l'essere stesso in tutta la sua meravigliosa potenza forza e bellezza, è Dio stesso, Cretaore. Con ciò vorrei sottolineare che la vita si svolge in Dio, in Dio ha inizio e in lui il suo compimento. Ma, attenzione, l'essere divino è eterno, in sè necessario e sovranamente libero nel suo atto creativo e conservativo dell'essere delle cose diverse da lui, e perciò non divine, da Lui dipendenti in tutto e per tutto, tranne che nell'uso maligno del libero volere rispetto al fine dovuto, nel caso degli uomini e, io aggiungo, degli angeli. Al contrario l'essere partecipato, il nostro essere quanto al corpo perituro finisce con la corruzione materiale, ma quanto all'anima, allo spirito, termina subito in Dio stesso, al Suo cospetto ! Altro luogo non c'è, poichè in Dio non c'è luogo, Dio è forse ogni luogo, solo esseri finiti e limitati sono in uno spazio e in un tempo, Dio ci accoglierà nella dimensione che per noi sarà più piacevole e opportuna, è logico che sia così ! Ci ha creato un così bello universo e corpo, e amicizia, e donne e uomini, e stelle e pianeti, e arti, come non ci potrà dare indefinitamente di più ? Dio stesso è la felicità somma ! ciao ciao da Riccardo
Se l'entrata alla partita di calcio varrà il doppio fra 12 anni, e tuo figlio ha compiuto 12 anni ieri, che età dirai che ha al bigliettaio?
Propongo di dire la verità anche se costosa, ma non tutto deve sempre essere riferito a chiunque. A volte non è giusto che sia informato qualcuno circa verità che non riguardano lui in nessun modo. Insomma, i casi morali avnno studiati uno per uno in base alle circostanze, al tempo, ai soggetti coinvolti etc...dipende....anche se la morale è universale e fondata nell'essere ma la sua applicazione varia appunto secondo le circostanze soggettive, e cambia anche la imputabilità morale degli atti umani; complessa questione, se vi interessa parliamone, ciao ciao da Riccardo
Se fossi milionario che opera benefica faresti?
Per prima cosa penso che l'uomo saggio debba accettare con gioia il suo destino, sempre fiducioso nel mistero divino che lo circonda. Perciò la felicità non dipende dai soldi. Questi sono però uno strumento utile per servire e aiutare gli altri, e fare molte cose belle e valide per il progresso del creato e dell'umanità. Se fossi milionario userei per me e per la mia famiglia il necessario per vivere con dignità, poi con il restante denaro farei investimenti per la ricerca scientifica, per ospedali e strutture al servizio della gente più semplice e povera, insomma mi attiverei con creatività per consentire a più persone di vivere meglio e in un contesto naturale migliore, per esempio parchi e verde per le famiglie, affinchè le madri possano portare i bimbi a passeggiare in ambiente salubre, strutture sportive per i giovani, strutture di servizio e controllo del territorio, perchè sempre ci saranno persone che scelgono il vizio e la violenza, il male insomma, e vanno messe in condizione di non nuocere e danneggiare gli indifesi. Indefinite sono le possibilità di bene, ma in fine credo che il progresso umano non dipenda dai soldi ma sostanzialmente dalle persone. Le strutture politiche, sociali, tutte, sono sempre gestite da persone, e dalla loro moralità, oltre che dalla loro capacità, dipende un reale progresso. Come dice san Josemaria Escrivà in una sua opera eccellente, ricca di spunti, "Queste crisi mondiali sono crisi di santi" (Josemaria Escrivà de Balaguer, CAMMINO) ! ciao ciao a tutte e a tutti da Riccardo con simpatia
I tuoi difetti e le tue virtù?
Credo che ciascuno di noi non sia buon giudice di se stesso. Ciò premesso è giusto esaminarsi per migliorare. Penso di possedere un carattere attivo primario per cui ho cercato di sviluppare la virtu' della pazienza. Scrivere aiuta. Mio padre me lo insegnò quando ero adolescente mi fece fare un piccolo test psicoattitudinale per aiutarmi a capire me stesso, ehm. Fu divertente e utile davvero. Sono poi orgoglioso, per cui cerco di coltivare l'umiltà accettando le umiliazioni che, come a tutti, spesso accadono, accettando le sconfitte e gli errori, i peccati anche; ricorro al sacramento della confessione, essendo cattolico; ma, indipendentemente dalla religione, ciascuno dovrebbe chiedere perdono a Dio spesso, penso, e soprattutto ringraziarlo sempre della vita, dell'amore, del respiro, del cibo, della famiglia, degli amici, del mare, dei monti, delle stelle e delle galassie, della fantasia, della luna e del vento, dell'acqua che disseta, del ghiaccio e della neve, ho sciato in posti splendidi, della roccia, di tutto insomma, ciao ciao da Riccardo
Tre parole che oggi giorno sono molto importanti
fiducia, speranza e ottimismo
Qual è, a tuo parere, l’attitudine corretta per sentire realmente la vita e che non ci scappi la sua intensità?
accettare e amare, lottare senza cedere, divertirsi sempre, non lamentarsi, respirare
In letto di morte di cosa credi ti rammaricheresti di non aver fatto in vita?
Vivendo con intensità e amore, nulla! Ma è difficile pur se fattibile con pazienza. Forse, avere trascurato e dedicato poco tempo ai familiari e genitori soprattutto!
Quale sarebbe il tuo epitaffio?
Ha cercato di fare qualcosa di buono per gli altri, con qualche difficoltà!ciao ciao da Riccardo
 

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