Intervista a:Sam Cardell [samcardell]
POLITICA
 | Come definisci la tua posizione politica? Qual è la missione e l’ideologia che l’ispira? La posizione politica implica uno schierarsi e un analista di norma dovrebbe essere sopra le parti. Ciò non esclude, ovviamente, l’avere una chiara visione politica propria.
Credo che oggi si abusi del concetto di politica, deviando il significato sociale che gli appartiene da “res publica” a “res privata” e per un semplice motivo: ci si schiera (posiziona) invece di tenere una visione (comprensione) che ha il suo culmine massimo nell’espressione del voto. Si circoscrive il proprio essere cittadino all’essere comunità anziché essere popolo.
Dire che un cittadino ha una missione e un’ideologia che l’ispira forse è un po’ troppo, considerato che la maggior parte dei politici nostrani sono carrieristi di professione. |
 | A cosa dai maggior peso nel tuo voto, al partito, al candidato o alle idee? Il voto dovrebbe avere lo stesso significato originario che ha nella scuola: premio o castigo per ciò che il politico (inteso pure come partito) ha fatto durante il suo mandato.
Se si esula da questo fondamentale concetto il voto assume ben altri significati poco sociali, sia che si guardi al partito, sia al candidato, che all’ideologia programmatica espressa. Ed allora si procede non al giudizio/voto, ma solo al dar credito alle promesse: una cambiale concessa in bianco. |
 | Pensi che la religione abbia un posto in politica? La religione è un indirizzo ideologico privato che non dovrebbe interferire con la politica, se non come testimonianza fattiva del proprio intendimento etico e morale. Sono due sfere che nel comune cittadino è difficile tenere disgiunte per il semplice fatto che non ha l’esatta percezione né dell’una, né dell’altra. |
 | L’alta astensione è un problema grave per le democrazie? Non credo, perché pure questa è un voto palese. In pratica si dichiara che o il candidato o il programma o il contenuto non rispecchiano in alcun modo il proprio interesse, e che, perciò, il voto si risolverebbe o con una scheda bianca o nulla.
Quello che è degenere socialmente è che pure colui che non vota venga poi rappresentato da chi non è stato neppure votato, tramite la spartizione dei seggi disponibili secondo le varie regole elettorali in vigore. |
 | A tuo parere, la democrazia deve dare la possibilità di partecipare alle elezioni partiti che si ripromettono di abolirla? La democrazia è in verità la “forza del popolo” e tutti possono esprime le proprie opinioni, anche quelle anarcoidi. Una società non si regge senza una regola definita. Tuttavia ciò può essere permesso se però tutti, alla fine, accettano democraticamente il volere della maggioranza.
Credo che il quesito più che porsi alla politica debba essere impostato sullo stato, che spesso non viene percepito dal cittadino. |
 | Destra e Sinistra sono concetti obsoleti? Dx e sx non sono concetti obsoleti, ma solamente pratici. Li possiamo sostituire con altri, come ad esempio: repubblicani/democratici, conservatori/laburisti e … via dicendo. |
 | Perché continua ad esistere la fame nel mondo? È una politica deliberata? Eliminare la fame nel mondo è un lavoro improbo, considerato che da migliaia di anni il problema esiste in tutto il mondo animale e non solo in quello umano. Noi lo vediamo sotto un aspetto umanitario, ma forse sarebbe più esatto impostarlo come problema strutturale. |
 | Che tipo d'informazione è lecito che un governo abbia dei suoi cittadini? Dipende per cosa si intende per “informazione”: dati anagrafici e connessi, oppure se comprensione delle esigenze e delle necessità del cittadino.
I primi servono al corretto procedere di una nazione, i secondi solo a condizionare, dirigere e cavalcare usi e consumi. |
 | Che figure politiche della storia recente ammiri di più? Ammirare è un vocabolo molto forte, perché non credo che il politico attuale sia molto da ammirare e neppure da prendersi ad esempio. Vi sono comunque alcuni politici che si battono per difendere gli interessi generali e non privati. |
 | Ogni volta si accentua sempre di più il bipartitismo. Credi sia sano per la politica? Non condivido questa interpretazione storica. Il bipartitismo in Italia non è mai esistito e non esiste nella realtà neppure ora. Dal dopoguerra ad oggi vi è il bipolarismo, anche se solo dagli anni ’90 in avanti ha consentito una vera alternanza al potere. La società non è mai bipartitica, ma molto più ampia, anche se per un determinato sbarramento elettorale alla fine fossero rappresentati nel Parlamento solo in due. E i due attuali maggiori partiti sono solo dei “cartelli” elettorali di comodo, come dimostrano le continue defezioni di singoli o di gruppi, intenti a riposizionarsi e a ricollocarsi in un diverso schieramento politico. |
 | Qualsiasi territorio deve avere il diritto ad autodeterminarsi se così viene deciso dalla maggioranza della sua popolazione, in un referendum? Territorio è un termine assai generico e autodeterminazione pure. Il concetto dell’autodeterminazione dei popoli è reale solo se vi è il vero concetto di popolo, mentre oggi questo è stato soppiantato da comunità. La vera autodeterminazione è quella che concede al cittadino la libertà di voto sia nel politico che nel referendario; ma se poi questa autodeterminazione viene raggirata con manovre politiche che ne vanificano il risultato, allora il cittadino è turlupinato. |
 | Uno stato ha il diritto di attaccare o intervenire in un altro senza che l'abbia attaccato, se in quest'ultimo vengono commesse gravi ingiustizie o crimini umanitari? La storia ci insegna che da millenni ciò avviene e non per fini ideologici, ma solamente economici, perciò di predominio. La guerra di per sé è già un crimine umanitario da qualsiasi parte la si analizzi. |
 | Stiamo vivendo la fine dell'impero americano? Non credo che esista un impero americano vero e proprio. Gli imperi hanno tutti, comunque, un ciclo, che si evolve nel corso della storia e che sposta il suo baricentro dove la ricchezza genera un grande potentato economico. Gli imperi oggi sono quelli finanziari che grazie alla globalizzazione non hanno una patria, ma che vagano per il globo là dove possono accumulare il guadagno maggiore con il minimo sforzo. |
 | Perché cadde l'economia nei paesi comunisti? Le cause sono molteplici e insite nel Dna del massimalismo.
La principale forse è perché privarono il cittadino dell’interesse a produrre per sé in favore della comunità socialista; e ciò ridusse, azzerandoli, l’interesse e l’iniziativa privata.
Il sistema post industriale non poté, quindi, competere finanziariamente e tecnologicamente con quello occidentale; e le spese per reggere la contrapposizione furono superiori alle entrate, creando il dissesto finanziario e il crollo dei regimi. |
 | Cos'è il nazionalismo? Un concetto politico degli ultimi due secoli, grazie al quale i vari governi esaltarono l’idea di stato e di nazione.
Oggi, non a caso, si sviluppa proprio in quei paesi emergenti che cercano di darsi una identità nazionale nell’area geografica di loro pertinenza, onde superare divisioni storiche tribali o etniche. |
 | Ci sono paesi più civilizzati d'altri? O è semplicemente una questione di differenze culturali? Ogni civiltà ha i suoi connotati specifici che nell’incontro con altre civiltà creano dei distinguo strutturali.
Se per civilizzazione si intende l’ideologia di un popolo, allora la civiltà è paritetica perché si parte da principi e valori diversi, che creano modi diversi di esistere.
Se, invece, la si intende come conoscenza tecnologica è ovvio che i primi siano favoriti sui secondi. |
 | La globalizzazione aiuta a sviluppare i paesi più poveri, o continua a perpetrare la loro situazione di sfruttamento? La globalizzazione va interpretata in vari modi: quella culturale e tecnologica favorisce lo sviluppo anche dei paesi emergenti, mentre quella economica e finanziaria è loro di impiccio.
La disponibilità finanziaria è ovvio che sia necessaria per conseguire quella culturale e tecnologica e, perciò, il vero problema è quello di reperire la ricchezza necessaria per procedere. |
 | Dovrebbe esistere un limite di fortuna personale ammissibile, così da mettere dei limiti all'arricchimento personale? Il problema va impostato in altro modo, considerato che oggi le grandi ricchezze, più che appartenere al singolo, sono nella disponibilità di soggetti giuridici, perciò delle grandi società.
Credo che il concetto di ricchezza debba traslare dall’individuale alla nazione, perciò il ridurre le multinazionali a mezzi operativi, atte a creare ricchezza in uno stato e radicandosi in questi.
La globalizzazione sta però cancellando il senso di nazione perché le grandi società sono spesso più potenti di molte nazioni.
Vi è poi il problema della ricchezza reale e fittizia; perché oggi la ricchezza è più virtuale che reale e regge finché il peso del debito non esplode distruggendo tutto. |
 | Difendi l'imposizione delle ecotasse (imposte ecologiche)? L’ecotassa è uno specchietto per gli illusi, perciò unicamente per fare cassa. Ciò che è dannoso all’ambiente andrebbe eliminato, perché la tassa in sé non riduce, ma potenzia solo l’inquinamento, dandogli valore legale. |
 | Le infrazioni consensuali come droga e prostituzione devono essere legalizzate? Le degenerazioni sono sempre esistite da quando esiste l’uomo; ciò non significa che non debbano essere contrastate.
Il tutto va impostato sullo stesso livello di analisi dell’ecotassa, perciò dell’utilità reale che può produrre alla società.
Portando il discorso al paradosso si potrebbe affermare che il furto va legalizzato perché comunque è da molti praticato. Oppure l’omicidio e altri gravi peccati umani. Ma allora si distrugge la società.
Il problema lo si risolve in modo diverso, cioè creando la cultura e le condizioni sociali in modo che ciò non avvenga.
Le degenerazioni sono gli inquinanti della società e non li si risolve legalizzandoli. |
 | Diritto perché la donna decida o diritto alla vita? La donna non procrea da sola e perciò il problema non è solo suo, ma coinvolge anche l’altro, quindi la società compreso il nascituro.
L’autodeterminazione della donna è un falso problema. Il vero problema è il dotare la persona (uomo e donna) di una cultura sufficiente a comprendere bene causa e effetto e ad addossarsi le proprie responsabilità.
Serve la preparazione a svolgere un determinato compito/processo, sia questo l’amore coniugale o il sesso.
Ognuno ha la sua etica, giusta o sbagliata che sia, e in base a questa opera.
Il fare sesso per sesso può essere accettato secondo la morale di ciascuno. Quello che non può essere accettato filosoficamente e socialmente è che tutto, compreso l’altro, divenga oggetto del proprio piacere senza alcuna limitazione, perché allora siamo non nella civiltà, ma solo nella legge della giungla.
Oggi il sesso viene inteso dai più come un semplice atto meccanico di godimento, svincolato da un’esigenza di affetto. In pratica un dare e un ricevere che va bene ad entrambi. Questo è solo sesso per sesso.
E appunto per questo non prevede un costruire comune, ma solo una promiscuità occasionale e temporanea.
Di conseguenza non vi può essere posto per altri, compreso un eventuale figlio. Si riduce l’uomo/donna a semplice istinto animale. |
 | Sei a favore o contro la pena di morte? Perché Il diritto alla vita è l’essenza dell’uomo e l’errore, volontario o involontario, non lo può cancellare. Diversamente il diritto legale invece di essere al servizio e alla difesa dell’uomo lo schiavizza.
Se si uccide per legge l’uomo non lo si redime socialmente, ma lo si estirpa unicamente come oggetto indesiderato.
La condanna di morte è la negazione stessa della civiltà dell’uomo. |
 | Le coppie omosessuali dovrebbero avere pari diritti come gli altri con rispetto al diritto di adottare? La questione va impostata in modalità diversa: la coppia omosessuale va intesa come coppia o come famiglia?
È ovvio che per coppia si intenda la provvisorietà temporanea e per famiglia la continuità permanente.
Parificare non significa istituzionalizzare, perché il concetto di famiglia è quello originario di allevare la prole, sia che questa sia procreata nella famiglia o adottata.
Famiglia è l’assumersi un impegno verso terzi che va poi rispettato. Di conseguenza il legame civilistico è un pleonastico modo procedurale se quelli che lo assumono non ne comprendono il privilegio e l’onere. |
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