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Intervista a:

Irene Pecikar [temp49020] 


SCRIVERE
Come hai iniziato a scrivere? Chi ti leggeva all'inizio?
Ho iniziato a scrivere da ragazzina e difficilmente lasciavo che qualcuno leggesse i miei lavori. Quando mi sono accorta che amici, familiari e conoscenti mi chiedevano di scrivere i bigliettini di auguri e le lettere d'amore più importanti, ho cominciato a proporre loro i miei lavori. Amici, conoscenti, scrittori, sono stati i miei primi lettori.
Qual è il tuo genere preferito? Alcuni link dove possiamo vedere o leggere qualcosa di una tua opera recente?
Non mi fossalizzo su di un genere, ridurrebbe la mia creatività e fantasia. Però, prediligo il noir, horror e il sentimentale, meglio se mescolati tra loro. http://oubliettemagazine.com/2011/07/30/nadia-turriziani-vi-presenta-segreti-di-irene-pecikar/ Sul mio sito c'è una sezione dedicata ai racconti inediti. www.irenepecikar.com
Com'è il tuo processo creativo? Che cosa succede prima di sederti a scrivere?
Non smetto mai di pensare, di creare, scene e personaggi prendendo anche spunto dalla realtà, a volte. Spesso, se non sempre, quando mi siedo davanti al foglio bianco ho ben chiaro quello che scriverò. Anche se mi succede nella stesura di cambiare idea e modificare scene e trama. E questo il bello dello scrivere: è divertente cominciare e non avere la certezza di dove andrai a finire...
Che tipo di lettura ti attiva la voglia di scrivere?
Ad attivarmi non sono le letture, di solito, ma ciò che vedo intorno a me. Ma, leggendo moltissimo per lavoro, può capitare. Le letture che preferisco sono romance storici o paranormali o, meglio, romantic suspense.
A tuo parere, quali sono gli ingredienti basilari di una storia?
Devo arrivare al lettore e trasmettergli emozioni. Dalla paura alla suspense, al batticuore sentimentale. Deve, insomma, intrigarlo e metterlo a contatto con le sue stesse emozioni, esperienze, paure e desideri. Inoltre la lettura deve essere fluida.
In che panni ti senti meglio: prima persona o terza?
Leggere e scrivere in prima persona è molto piacevole. Ma è anche limitante per uno scrittore, perchè si deve limitare a quell'unico punto di vista. Perciò mi piace sperimentare, creando dei capitoli dove la prima persona e la terza si alternano, ad esempio.
Che scrittori famosi ammiri di più?
Bella domanda! Ammiro chi non si è mai arreso e dopo aver "sfondato" è rimasto coi piedi per terra. Per lavoro mi capita di intervistare degli scrittori importanti che sono molto disponibili e autentici, e allo stesso tempo esordienti sconosciuti che si gonfiano fuori modo. Non faccio nomi, ma dico sono che credo sia importante rimanere sempre coi piedi per terra.
Cosa rende un personaggio credibile? Come crei i tuoi?
Deve essere ben caratterizzato, sempre coerente con se stesso e con l'ambiente e i personaggi con cui interagisce. Questo è quello che cerco di fare con i miei. Stabilisco a priori e perfeziono in corso d'opera, poi rimango fedele alle caratteristiche del personaggio creato. O giustifico credibilmente un comportamento che si discosta.
Sei altrettanto bravo raccontando storie oralmente?
Ah, ah... Ho fatto esperienza con i miei tre figli, inventando per loro diverse favole. Non me la cavo male, ma scrivere è un'altra cosa perché si ha il tempo di soppesare concetti e parole e di arricchire.
Nel più profondo delle tue motivazioni, per chi scrivi?
Credo di scrivere soprattutto per assecondare il mio bisogno di farlo. Resta inteso che quando devo scrivere per una rivista o un editore, mi piego, in parte, alla richiesta dei lettori.
Si può scrivere come terapia personale? I conflitti interni sono una forza creativa?
Credo proprio di sì. Scrivere può servire a far sì che uno si conosca meglio... e riesca a far emergente conflitti che possono diventare in seguito la sua forza creativa. Per scrivere ci vuole sensibilità verso se stessi e verso gli altri.
Ti serve il feed-back dei lettori?
Essendo il lettore quello che determina il successo di un libro, ritengo sia fondamentale per vari motivi. Prima di tutto per migliorare se stessi e crescere, ma senza abbattersi per ogni feed-back negativo: ci sono esempi eclattanti di libri che hanno fatto flop per poi sfondare anni dopo.
Ti presenti a concorsi? Hai ricevuto premi?
Ogni tanto partecipo a un concorso, ma quasi per gioco. Recentemente il mio romanzo "Segreti" si è piazzato al secondo posto nella sezione editi nel concorso letterario "Donna Semplicemente Donna" ed è stata un bella soddisfazione.
Mostri i tuoi bozzetti a qualcuno di fiducia per avere la sua opinione?
Sì, ho varie persone di fiducia che mi supportano.
Credi ti aver già trovato la "tua voce" o è qualcosa che cercherai eternamente?
Credo di sì, ma ovviamente è come lo sono io in continua evoluzione.
Ti imponi una disciplina per organizzare orari, mete, ecc? Quale?
Sono un po' caotica e piena di impegni, e, ahimè, ne prendo sempre altri. "Sei un vulcano" mi dice spesso chi mi conosce. Ed è vero, ogni tanto sbotto anche... Posso dire che mi creo una lista di cose fare, ma spesso sono più quelle che si aggiungono che quelle che depenno...
Di cosa ti circondi nel tuo studio di lavoro per favorire la tua concentrazione?
Ho bisogno di silenzio e di avere a disposizione internet, dizionari, e i libri da cui ricavo le varie notizie, a seconda di cosa sto scrivendo. Accanto a me c'è sempre la mia cagnolina che ogni tanto apre l'occhio per controllarmi. E la gatta che pretende di scrivere anche lei...
Scrivi allo schermo, stampi con frequenza, correggi nel foglio….? Com'è il tuo processo?
Mi impongo sempre di scrivere al pc, ma capita che le idee mi vengano all'improvviso e in quel caso scrivo dove capita, spesso nel taccuino che porto sempre con me. Poi stampo e correggo sulla carta, solo in seguito aggiunsto il file.
Che pagine on-line frequenti per condividere esperienze o informazioni?
Sono molto presente su Facebook. Ho conosciuto molte scrittrici con cui mi sento spesso. E' uno scambio continuo di consigli e supporto.
Com'è stata la tua esperienza con case editrici?
Quando ho deciso di dedicarmi alla scrittura, non avevo le competenze necessarie per valutare bene il mio lavoro e le proposte che mi venivano fatte. Nonostante questo la mia esperienza è abbastanza positiva. Mi è servita per toccare con mano l'editoria e questo mi ha insegnato a muovermi con una certa disinvoltura in questo mondo non sempre roseo e cristallino.
In che progetto stai lavorando ora?
Sto seguendo principalmente due progetti: un romantic suspense e un horror. Poi ci sono parallelamente le collaborazione con le riviste.
Cosa mi consigli di fare con tutti quei testi che continuo a scrivere da anni e che però non ho mai mostrato a nessuno?
Be', senza alcun dubbio di farli leggere! Allo stesso tempo devi essere sincero con te stesso: a parte l'impegno che ci hai messo a scrivere, chiediti perchè qualcuno dovrebbe spendere dei soldi per leggerti. Devi capire inoltre se quello che vuoi è pubblicare e perché. Se la pubblicazione è il tuo obbiettivo perchè ritieni il tuo manoscritto valido, allora ti direi di rivolgerti a una casa editrice non a pagamento e che abbia una buona distribuzione. Ma prima fai leggere i tuoi lavori a un professionista che magari potrà correggere la bozza o editarla insieme a te, se la riterrà valida. Solo in quel caso è giustificabile il pagamento. E diffida della case editrici che offrono il servizio: la maggior parte vuole solo i tuoi soldi e correggerà molto superficialmente.
 

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[temp49020]
Irene Pecikar
Trieste


[temp49020] Irene Pecikar

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